Gli Aleramici…..

…..Neclario, l’ultimo dei Massara, costruì nel poco tempo libero che aveva, una spada che teneva gelosamente nascosta in uno scantinato sotto casa sua.
“Per costruirla ci mise ventiquattro mesi, e le diede il nome di Gioiosa. Fu la spada che diede una fortuna immensa a Neclario, fu venduta a Carlo Magno. Il giorno in cui Carlo Magno andò da una sua concubina, una certa Margherita d’Escanio, la moglie del pasticcere più famoso di Carcassonne, si incontravano di nascosto alla Locanda di Ronier, proprio vicino alla bottega dei Massara. L’incontro fu fortuito e alquanto strano. Si fermò dinanzi alla bottega dei Massara una carrozza, da cui uscì un uomo protetto dalla testa ai piedi da una coperta che si precipitò dentro alla Locanda. La cosa incuriosì il figlio di Neclario, che si chiamava Guglielmo, un quattordicenne birichino, conosciuto nel quartiere come, Guglielmo il terribile. Passava molto tempo a raccogliere dei sassolini da terra e quel giorno, mentre passava accanto alla locanda di Ronier, sentì degli strani rumori provenire dall’interno della locanda, si mise a curiosare dalle pareti di legno e trovò una piccola fessura da dove intravide proprio Carlo Magno che amoreggiava con Margherita d’Escanio. Guglielmo però si appoggiò con troppa forza alle pareti che cedettero e si ritrovò nella stanza tra lo stupore e l’imbarazzo dei due amanti.
Impaurito, Guglielmo lanciò i sassolini che teneva in tasca addosso a Carlo Magno che lo rincorse per tutta la stanza fino a quando lo prese da un orecchio. Guglielmo gli disse che era il figlio dell’uomo che faceva spade proprio accanto alla Locanda. Carlo Magno, tenendo per un orecchio il ragazzino, andò da Neclario che nel frattempo stava forgiando la Gioiosa. Preso di sprovvista, Neclario non fece in tempo a nascondere la spada, Carlo Magno si precipitò a guardare da vicino la meravigliosa creazione. Il viso di Carlo Magno era felicemente sorpreso e disse a Neclario che avrebbe dimenticato il fatto increscioso con il figlio se gli avesse venduto la spada, lo avrebbe pure ricoperto di oro. Neclario guardò il figlio e chiese a Carlo Magno una cifra spropositata in oro, che gli avrebbe permesso di vivere di rendita. Carlo Magno accettò e gli commissionò per la fine del mese successivo l’ultimazione della spada…..

Tratto da “Il Gioco degli Aram” dal capitolo “Gli Aleramici”

 

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