In un tal Paese…

In questo momento che scrivo e penso da solo,
spero che i miei pensieri non decidano di dialogare con me,
è l’ultima cosa che desidero oggi,
per questo devo assolutamente scrivere.
Oltre le dita sta iniziando a formicolare il cuore,
la cosa è preoccupante non per il signor battito ma per la sua linfa,
quel sangue che trasforma il rosso fuoco in rosso trasparente.
Ecco è partita la tastiera,
i Santi?
Sono scappati dalla disperazione seguiti dai Fanti,
peccato che sono senza spade ne elmetti
ma hanno una sacca piena di fogli bianchi a cui possono colorarli di sole parole,
mi tocca inseguirli.
Non so se fermarmi, tanto sono inutili frasi senza senso,
la tastiera mi guarda storto, poveretta non vorrei essere al suo posto, continuamente tastata, anche se avrei preferito tastare qualcos’altro ma quando ho gli attacchi di scrittura devo scrivere.
Nel frattempo i Santi con i loro amici Fanti sono tornati,
si sono venduti i fogli bianchi, e con loro anche l’anima.
Mi tocca mandarli in tal paese che poi non so neanche come si chiamasse,
quel paese.
(Tratto da “I Viaggi Strani di Morasy”)

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