Il Paracadute…

Mi sveglio, con molta malavoglia, del resto come tutte le mattine vorrei starmene a letto sotto le coperte ma il dovere mi chiama, mi vesto come sempre alla rinfusa per colpa del tempo maledetto, sono sempre in ritardo, guardo nello stendino dei panni stesi, mutanda, una maglia, un pantalone un po’ stropicciato, ma chi cazzo se ne frega se sembro un barbone.
Mi pettino bagnandomi i capelli con l’acqua e lisciandoli con la mano, mi guardo allo specchio e vedo che faccio schifo, ma si, ma chi se ne frega.
Prendo la bicicletta e vado in ufficio, da casa mia dista 5 minuti, come sempre, la solita fermatina al solito bar in Piazza, solito cappuccino e una briosce, la solita vita di merda.
Mi metto in un angolo del bar, seduto nel solito angolo, vicino all’ingresso, il mio posto preferito, mi piace osservare per vedere se compare Frederik Holland, l’uomo che sta governando il mondo.
Accanto a me, seduto c’è il solito scroccone di giornale, legge a gratis, io non lo sopporto, se ne va, e senza farmi vedere da nessuno prendo il giornale e gli sputacchio sopra un po’ della mia saliva, la distribuisco in giro per la prima pagina e rimetto sul tavolo quel mio passatempo giornaliero, mi piace vedere gli scrocconi che toccano il quotidiano senza rendersi conto che e bello unto, di una buona saliva dal sapor di cappuccino.
Incomincio ad andare in depressione quando arriva un tipo, uno originario del Turkmenistan, il solito rompi palle che quasi ogni mattina si siede sul mio tavolo e inizia a raccontare della sua stupida e insulsa vita di merda.
Ma dico io, possibile che l’unico straniero in questa cittadina originario del Turkmenistan si deve sedere accanto a me a farmi due orecchie grandi quanto quelle di un elefante?
Mi saluta, io cerco di fare finta di niente, mi perdo nel guardare una bionda, alta con dei tacchi che ci vorrebbe il porto d’armi per indossarli.
Lo stronzo continua a parlare, ieri mi aveva fatto due palle raccontandomi della suocera che continuava a cantare di notte perché soffriva d’insonnia, io gli volevo consigliare della corda attaccata al lampadario, dove appendere la suocera, poi mi sono trattenuto.
Stamattina mi ha trapanato le “ballotoles” dicendomi che la moglie per la quinta volta aveva appena partorito, era disperato, era terrorizzato, che la moglie alla prossima volta che gli pucciava il biscotto, potesse rimanere ancora incinta.
Cazzo!! mi sa che la corda al lampadario era meglio per lui, mamma mia cinque figli, non lo invidiavo per niente.
Mi prende il braccio, mi si avvicina e mi chiede:
“Amico,cosa posso fare per non fare più figli?
“Non scopare più” gli risposi.
“Come faccio a non scopare più, senti amico, non ci sono medicine che aiutano a non mettere incinta mia moglie?”
Dalla tasca prendo il mio portafoglio, dove al suo interno c’è un preservativo con data di scadenza 1 marzo 2004, e glielo do al coglione.
“Bè, caro amico ostrogoto, ti do un regalo, ti dimostro che noi italiani siamo generosi, tieni questo, pensa e meglio di una medicina con questo vedrai che tua moglie non sarà più incinta.”
Stavo ghignando sotto i baffi che non avevo, avevo rifilato al deficiente un preservativo scaduto 13 anni fa, lo tenevo in tasca proprio per qualche cretino, come diceva mio nonno, mai sprecare ciò che un domani puoi regalare, mio nonno era un genio, più bastardo di me.
Tutto estasiato l’ostrogoto se ne va, con il regalino che gli diedi, com’ero felice quel giorno, la giornata mi stava iniziando a risplendere.
Passa un po’ di tempo, fino a quando il tipo rispunta una mattina, mi si avvicina e con un broncio che era tutto un programma mi dice:
“E ancora incinta mia moglie”
Lo guardo stupito e gli domando:
“Ma l’hai usato ciò che ti ho dato?”
“Si, l’ho usato”
“Ma scusa, ti si e rotto mentre lo hai messo, oppure si è per caso bucato?”
“No, ho usato semplicemente un bicchiere d’acqua”
“Acqua!!!, ma non l’hai messo nell’uccello?”
“No!! l’ho ingoiato come se fosse una pastiglia, ora capisco perché poi quando sono andato a cagare, mi è uscito dal culo uno stronzo con il paracadute”
(Storie di Ordinaria Follia) Charles Vas

4 pensieri su “Il Paracadute…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.