L’Incontro con Dante,Pitagora e Leonardo…

Ecco che spuntò Dante Alighieri saltellando domandandomi
cosa fosse la parola cazzo.
“Nulla Dante, è solo un’esclamazione utilizzata in questa
era” risposi con un sorriso.
Dante in maniera abbastanza strana si avvicinò alle finestre
e sentenziò:
“Mai vidi un’era simile a questa: vesti strane e orribil modi
han questi uomini un po’ beceri e incolti… Ode al cazzo che
incantato il mio umil linguaggio da oggi parlerà.”
Chiudendo gli occhi e scuotendo la testa, mi scappò un sorriso.
Guardai Pitagora che, estasiato dal modo di muoversi di
Dante, sembrava un folletto multicolore col naso quasi alla
Pinocchio.
Interruppi lo sguardo sbalordito di Pitagora chiedendogli:
“Dovevi dirmi qualcosa?”
“Ragazzo devi capire che ormai il concetto vita sta per terminare,
ogni cosa in questo mondo sta per lasciare il posto al
buio più totale, più sommerso, più infinito. Solo tu puoi salvare
questo mondo, tu sei stato il prescelto per le ere a venire.”
Con grande curiosità gli domandai: “Cosa dovrei fare, sentiamo,
oltre cercare la scatola magica?”
Pitagora non fece in tempo a rispondere che Leonardo lo
anticipò: “La scatola magica esiste, l’ho sempre inserita nei
miei manoscritti, nelle mie pitture, nei miei sogni, nelle mie
visioni e negli anni della mia vita facendomi deridere da tutti.”
Pitagora proseguì: “Ed io nelle mie raffigurazioni ne elencavo
il suo essere. Ho lasciato il tutto ai posteri ma nessuno capì.”
Dante, nel suo saltellare di qua e di là, concluse urlando per
la grandiosa biblioteca: “Tra il pensiero che vagò per secoli la
verità nascosta fu e il cavalier dorato con le ali bianche mai arrivò,
ma essa nel suo splendor di magica vita non si schiuse mai
e tu piccolo essere pensante, tu cavalier, vorrai far che il mio
pianto non nasca ora e mai più.”
“Ma la scatola magica è nei Pirenei, come farò ad andarci
ora che il mondo sta per scomparire ?” chiesi ai tre incredibili
personaggi alzandomi da terra e mettendomi le mani nelle
tasche.
Leonardo abbassò la testa avviandosi verso il suo tavolino
in fondo alla stanza, Pitagora con le mani tra la testa intraprese
un viaggio tra i suoi pensieri e Dante fischiettando fece finta di nulla……………………..
Tratto da “Mondo Parallelo” dal capitolo “Il Mondo Parallelo”

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