Jean Luc Morasy…

Era giunta la sua fatidica ora, quella che capita ad ognuno che ha varcato la soglia di questo mondo terreno, c’è chi lo fa in modo audace e chi in modo riflessivo, c’è chi è fulmineo viene e va. Poi ci sono coloro che decidono di starci troppo, allungando oltretutto la fila di quelli che devono vederlo il mondo. Sono lì sulla soglia che attendono il loro turno per poter aprire gli occhi all’esistenza. Coloro che ancora devono entrar a parte della giostra non sanno che poi tutto questo lunapark non è proprio. Dipende dalle tue credenziali che accumuli durante la fila. La fila è lunghissima, ci sono poveri disgraziati che aspettano dall’eternità, se ne stanno sdraiati invece che in piedi, ovvio che chi sta dietro gli passa avanti. E capitato di domandargli come mai se ne stanno lì sdraiati, dicono che aspettano tempi migliori, preferiscono far passare avanti gli altri e loro aspettare. E poi cosa sarebbero questi tempi migliori, che vuoi che ci sia nel mondo, qualche disgrazia, qualche disastro, qualche guerra e che sarà mai. Ci sono quasi dieci miliardi di abitanti, qualcuno dovrà pur andarsene. C’è un via vai nel Purgatorio, chi entra nel mondo dei morti e chi esce per far parte di quello dei vivi. Nel Purgatorio non c’è nulla di così trascendentale è quasi tutto spartano, i due fratelli, quello del piano di sopra che sarebbe Dio e quello del piano di sotto che sarebbe il Demonio hanno deciso negli ultimi tempi di far economia. Dicono le male lingue che si sono giocati tutti i quattrini al gioco contro gli altri Dei di altri mondi, tra cui Nessuno, un Dio che fa parte di un’altra costellazione, quella degli “Idioti” Sinceramente l’ho trovato bizzarro come nome ma poi mi è stato spiegato che da quelle parti è tutto strano e diverso da quello che i vivi si immaginano. Dovete capire che da quelle parti ci sono anche i Zabettari, quelli che sanno tutto di tutti, sono gli uscieri della porta girevole. Comunque andiamo al sodo della questione perchè tra tutti coloro e pure tantissimi c’è stato un individuo particolare, Jean Luc Morasy. Chi era questo Jean Luc Morasy?
Nella precedente vita era un vagabondo per terre e mari nel mondo dei vivi, finì la sua vita schiacciato da un albero. Una disgrazia che portò all’incazzatura più che altro del proprietario dell’albero. Di Jean Luc Morasy nessuno si ricordò nel mondo dei vivi, anche perchè era un uomo solitario, vagando per monti e luoghi dove il solo vento lo conosceva. Si ritrovò d’incanto nel Purgatorio, aveva ultimato la sua inutile vita. Fece la consueta visita medica, di solito sanno tutto di te solo visionando le tue mani. Passano la tua vita dentro un aggeggio comandato da un certo Angelo XXIIIV fu detto anche Demoniaco XIIIX. Successivamente viene definito da quale dei fratelli dovrai andare, al piano di sopra oppure al piano di sotto. I soliti Zabettari sanno tutto di tutti, anche degli Angeli fu detti anche Demoniaci. Quello di turno in quel periodo aveva il vizio di bere troppo alcol, un liquore che passava di contrabbando nel Purgatorio. Per questo tipo di liquore ci fu anche una piccola discordia dei due fratelli, mentre Dio voleva mettere degli alcol detector negli ingressi, Il Demonio era più permissivo, diceva che era giusto che gli Angeli fu detti anche Demoniaci avessero un qualcosa per rallegrare il turno di lavoro che era di 200 anni. Capisco del perchè stranamente non hanno ancora i sindacati nel Purgatorio. A Jean Luc Morasy gli fu assegnato un numero di identificazione, il 5789567035678943206789543. Porca la miseria in poche parole per essere chiari 5789567035678943206789542 erano davanti a lui. Si mise in un angolo ad aspettare e disse al suo vicino di svegliarlo nel caso ci fosse stato un Condono Purgatorio. Non sapeva in che piano doveva andare. C’erano nel gigantesco salone due ascensori, uno che andava di sotto e un altro che andava di sopra. In ogni ascensore in alto c’era un monitor dove compariva il numero. Il problema e che entrambi gli ascensori comparivano una volta al giorno. Voci parlavano di sovraffollamento nei due piani, troppi umani. In soccorso di Paradiso e Inferno dicono che arriveranno aiuti umanitari da altre costellazioni tra cui quelli dell’Idiota e della costellazione dell’Ebete e dello Scemo. La cosa più interessante e la lotteria a capocchia del Purgatorio. Non solo una volta al giorno c’è un ascensore che va al piano di sopra e un altro che va al piano di sotto ma c’è anche una porta tra i due ascensori, anch’essa con un monitor posizionato in alto. Una porta come dicono i Zabettari che si era aperta una volta sola negli ultimi dieci milioni di anni. Quel giorno compare nel monitor della misteriosa porta il numero identificativo di Jean Luc Morasy. Come per magia si apre la porta con lo stupore di tutti i milioni e milioni di poveri disgraziati che attendevano il loro destino. Quante pacche sulle spalle che ricevette Jean Luc Morasy, così tante che si consumò la stoffa della giacca, aveva pure cambiato colore, da cacca marrone a qualcosa di più oscuro e misterioso. Toh chi si vede, i due fratelli presi a giocare a scacchi in una partita infinita. Lo guardano, Dio gli dice di sbrigarsi che non possono stare dietro ad uno stolto come lui. Il Demonio lo guarda dalla testa ai piedi sorride e rincara;
“Dai su su, veloce, dicci il nome dell’ottavo giorno”
“Mah non lo so, sono sconvolto non pensavo di trovarmi qui.”
“Allora su spara il nome dell’ ottavo giorno, se indovini avrai l’immortalità, riavrai la tua vita per sempre.”
Jean Luc Morasy non sapeva che dire, tentò di rispondere ma la sua voce era fioca quasi difficile da sentire. Era diventato afono dallo stupore e felicità di trovarsi di fronte Dio e il Demonio che se la spassavano a giocare a scacchi. E pensare che nel mondo gli umani si fanno la guerra per i due fratelli mentre loro sono lì che se la ridono.
“Abbiamo capito sei senza voce, diccela in un orecchio, prima da lui il Demonio, poi da me.”
“No fratello, prima te che sei Dio, ricordati che a scacchi i bianchi partono per primi, quindi il bianco sei tu, quindi e giusto che sia tu per primo a sapere se questo disgraziato sa qual’è l’ottavo giorno.”
“Se lo dici tu ok, avanti avvicinati e dimmi il nome dell’ottavo giorno.”
Jean Luc Morasy si avvicinò a Dio e gli sussurrò il nome dell’ottavo giorno, sperando di indovinarlo.
“Per tutti i santi!” esclamò Dio
Il Demonio non seppe resistere e chiamò Jean Luc Morasy per farsi sussurrare anche lui in un orecchio il nome dell’ottavo giorno.
“Per tutti gli inferi di questo mondo e dell’altro!” pure il Demonio rimase sbalordito.
Dio e il Demonio si alzarono e iniziarono a girare attorno a quella stanza circolare. Morasy li osservava incuriosito ma non sentiva nulla della loro animata discussione. Lo chiamarono, si avvicinò e lo misero in mezzo tra loro sotto braccio e girando per la stanza gli diedero un’altra opportunità, quella di poter ritornare ancora una volta per poter cambiare una vocale a quell’ottavo giorno. Morasy aveva sbagliato di una fottutissima vocale, quale era quella vocale fu un segreto. Gli diedero come premio la possibilità di viaggiare non più tra terre e mari, tra monti e luoghi. Gli consegnarono il dono del tempo, quello di poter viaggiare nel tempo attraverso coloro che hanno elevato il pensiero umano e forse con il loro aiuto avrebbe trovato la fantomatica vocale. Jean Luc Morasy era rimasto senza parole ma mentre uscì dalla stanza dall’emozione gli scappò.
“Cazzo!”
Dio si fermò mentre stava spostando l’alfiere nella scacchiera e ridendo come un pazzo disse al fratello Demonio.
“Hai visto avevo ragione Io, quel tipo proviene dalla costellazione del “Cazzo” ora paga la scommessa.!”

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