Parole e Numeri…

Stasera sono in vena nel creare con le parole,
potrei andare all’infinito sarà stata forse la pizza con tonno e cipolla.
Giusto per tenere a distanza formiche e insetti se tenteranno di usare la mia testa
come dormitorio comunale.
E poi quali parole?
Quelle che salvano gli individui sono quelle non scritte mai fino in fondo,
quelle che potrei scrivere salvano solo le ombre.
Perdersi nell’addormentarsi invece di studiare sulle parole era una prerogativa quando ero ragazzo,
usavo i libri come cuscino.
Pensa un po’ cosa vuol dire dormire sopra Dante e la sua commedia divina,
più che amore sulla commedia, era libidine allo stato puro per la divina.
E poi il mercoledì torna sempre dopo i soliti sette giorni,
magari un giorno diventeranno otto,
sarebbe una specie di palindromo.
I due fratelli quando hanno creato il mondo per non litigare hanno deciso di usare il 7,
un numero che si rivolta come uno specchio che guarda se stesso.
Il giorno che i due fratelli decideranno di ricevermi in udienza per la seconda volta,
sarò io a fargli una domanda.
“Perchè i giorni sono 7 e non 8 oppure 6?”
Spero che non si offendano o magari mi prenderanno per un idiota patentato,
che figura di emme che farei.
La emme poi che parola rappresenta?
Alla fine il mondo girà sempre attorno alle parole e ai numeri.
(Tratto da “I Viaggi Strani di Morasy”)

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