Il Bambino di nome Nessuno…

Il bambino preso in possesso dal cavalier del cavallo e dell’apprendistato
iniziò a vagar per un mondo che fino ad allora la sua mente non lo aveva mai conquistato.
Il cavallo non potè che in breve tempo il bambino adottato
del resto non lo aveva per niente ancora conquistato,
tenendo al di fatto un principio di un amicizia tra esser differenti oltremodo condizionato
da un legame ancora un pochetto circostanziato.
Il tempo e l’andi rivieni di strani individui ha messo sempre più in luce un principio delicato
di una simbiosi di legame tra il cavallo è il bambino sempre più collaudato.
Gli anni passavano in quel mondo fin troppo smaliziato,
il fruir della purezza da rendere quella stessa vita un succo di clamore imperturbato
non gradevol che sia il saper di essere distintamente dagli stessi Dei osservato
Non par che il tutto sia solo un gioco ossessionato
ma il suo viaggiar tra sentieri e paeselli era diventato raffinato
e innumerevoli storie agli umili aveva raccontato
da sembrar fin troppo graziato,
come agli inutili fu oltretutto definito letterato.
Un giorno di un’antico tempo che dagli Dei fu deliberato
il moccioso che di nome faceva “Nessuno” già aveva facilitato
la vita nel deserto fin troppo poco affollato.
Fino a quando incontrò un povero stolto da sembrar quasi un cassintegrato
ma alquanto bizzarro vederlo con il viso bendato.
“Senti tu stolto dal cuore bucato
non sapresti indicarmi la strada più veloce per sentirmi più cullato.”
“Dalla tua voce e dal tono così dettagliato
penso che tu sia un bambino dichiarato
o magari chissà mal datato,
con i miei occhi e viso bendato
il mondo mi ha così degradato
non solo nell’oscurità declassato
in un senso quasi denaturato
con l’animo aimè si probabilmente bagnato,
si felice tu Nessuno perchè il tuo cammino e già designato.”
“Oh bella aver il mio viaggio già dedicato
ma potrei domandarti chi ha elaborato
il mio cammino chiaro e dorato
penso di esser già dall’idea eccitato.”
Caro bambino che di nome fai Nessuno è il ducato
colui che ha disegnato
il mondo così tanto disincantato
dal voler altresì di un poco e smemorato
e rozzo elettorato.”
“Non temer caro stolto appena sarò entrato
nel piccolo ducato
ogni dubbio all’elettorato
avrò fugato
e tu con il viso bendato
sarai lo stesso festeggiato
e non più finestrato.”
Il bambino riprese il suo viaggio fino a quel momento fortunato
verso il gran ducato
su di un cammino già delineato.
Innumerevoli usignoli al cospetto del bambino e del cavallo comandato
che pur il cielo aveva avverato
il sogno di un nuovo viaggiator al mistero avviato.
Nel cuor suo ancora e fortunatamente nell’anonimato
di antichi balocchi e profumi di un mondo seppur ammalato,
pieno di stelle dal concetto animato.
Fu così appassionato
che non fece caso ad una scarpa che aveva un foro bucato
non sia mai per tutti gli Dei di un Universo di stelle levigato
che rimanga appiedato.

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