Il Mediatore…

Scusate ma riprendo un qualcosa che ho scritto lo scorso anno. Che ad alcuni di voi risultò strambo che poi alla fine in questi ultimi giorni risulta essere vero. Come vedete parlo sempre in anticipo. Volendo potrei conoscere se avete nella vostra pelle dei nei, senza che ve ne rendiate conto. Posso essere ovunque, del resto sono come il vento, un fantasma silenzioso. Spero che stasera vi siete messi comodi, avete appoggiato il culetto su qualcosa? Una sedia o su di una poltrona o su di un divano o magari vi piace assaporare storielle seduti sul water. Avete cenato? Spero che abbiate anche digerito perchè la storia che sto per raccontare oggi potrebbe causare qualche problema alla vostra digestione, in questi casi vi do un consiglio, un piccolo ma piccolo bicchierino di grappa, possibilmente la nonino, non quella di vostro nonno, si chiama grappa nonino. E una buona grappa per prevenire ulcere. Attenzione! Che sia di quel colore giallastro, simile alla pipi di un cammello, sapete quei cammelli che si trovano nei deserti, tipo quelli frequentati dai famigerati “Berberi”
Quale sarebbe la storia che racconterò stasera?
Una storia che ho già raccontato nel giugno 2011 ad alcuni giornalisti che alla fine mi presero per folle. Il 99% dei giornalisti che nel marzo 2011 gridavano W la democrazia applaudendo la morte di Gheddafi, giornalisti molto famosi in Italia che dovrebbero stracciare il loro tesserino da giornalista perchè non capiscono un cazzo di politica e soprattutto di storia dei popoli e quindi non possono fare quel mestiere di giornalista. Non hanno la capacità di capire che un popolo di Caio è diverso da un popolo di Tizio e non puoi pretendere che diventi un Sempronio. Non esistono più i giornalisti di una volta, per essere giornalista devi aver vissuto dentro, non puoi dar giudizi da fuori. Il professor Kruge un giorno mi disse “ Chi sta dentro l’uovo di pasqua non può stare dentro ad un panettone, perché il primo e tondo e l’altro quadrato.”
Sono passati 7 anni circa e quella storia e diventata un po’ alla volta storia dei giorni nostri, molto modestamente gli unici a dire No! All’attacco militare alla Libia del colonnello eravamo Io e un libanese, per diversi motivi. Bada alle ciance
Siete pronti per partire in questo viaggio, potrebbe non piacervi ciò che leggerete. E poi chi se ne frega se non vi piace. Ok? Pronti…Via!
Molti di voi ricorderanno quando Gheddafi fece visita all’Italia, era il settembre 2010, un fatto alquanto strano, perché si riteneva una cosa insolita il colonnello in Italia che magari nascondesse qualcosa di molto più grande e imponente.
Al signor Gheddafi gli fu concesso di piazzare il suo tendone giocattolo in una piazza di Roma. Non il tendone che usano al circo, quello tipico delle tribù Berbere che si usa molto frequentemente anche nel deserto. Il governo italiano in quei giorni era ammiccante abbastanza bene. Era fondamentale in quei frangenti, (in gergo volgare) un buon lecchinaggio, senza dimenticare che alla fine di tutto gli furono concesse 500 donnine al capo dei Berberi. Prima di essere ricevute dal colonnello le 500 donnine dovevano superare dei test, alcune furono rispedite a casa, altre furono accolte nel tendone circense. Un lavoro di mediazione durato anni tra Italia e Libia, non tutti sanno che ci sono i cosiddetti “Mediatori” fanno da tramite tra i due governi. Il lavoro di questo mediatore fu straordinario, il suo compito era di mettere su di un tavolo rettangolare all’interno di una stanza segreta alcuni accordi commerciali di un valore assoluto. Accordi che avrebbero creato problemi con alcuni cugini di confine in Europa. Ora vi dico alcune regole ma fate finta che non vi ho detto nulla, sappiate che negherò tutto.
La mediazione tra uno Stato e un altro Stato la deve fare una persona adatta per questo tipo lavoro. Il mediatore fa da tramite tra due Nazioni, diverse culturalmente tra loro che negli anni non si parlano, si evitano, per questo esiste il mediatore. Bei tempi quando il mondo era diviso da un muro, il mediatore in quei periodi lavorava molto e guadagnava bene, c’era tanto lavoro in quel periodo.
Al primo approccio in un paese del cosiddetto Terzo Mondo, il mediatore chiede un appuntamento per parlare con il ministro degli affari esteri. Da precisare che per fare il mediatore bisogna conoscere molto bene la cultura e le usanze del luogo dove il mediatore effettua la sua mediazione. Ti presenti al ministero come “Mediatore per affari Internazionali” ti accolgono e ti fanno entrare dentro uno stanzino, ti fanno aspettare, a volte anche per delle ore, e fondamentale che aspettiate e non fatevi mai vedere impazienti. Ci sono telecamere nascoste che tendono a verificare la persona a cui hanno di fronte, fate qualcosa di normale mai e poi mai guardare l’orologio, sarebbe opportuno che andiate senza orologio, per questo non porto mai orologi, portano sfiga, li colleziono quello si. Voi sarete sempre osservati, dopo un’ora (se va bene) arriva un personaggio che non si presenterà mai, dirà soltanto la solita frase del cazzo. “Il ministro al momento non può riceverla.” In quel caso tirate fuori dalla tasca della giacca una busta, con dentro un numero telefonico, l’indirizzo del Hotel dove siete alloggiati e un pò di banconote in dollari. Tranquilli non è corruzione è semplice donazione, al giorno d’oggi è così difficile trovare persone generose. Il mondo è fatto di sciacalli, in un mondo disegnato all’interno di una jungla la generosità è sempre ben accettata. Il messaggio di questa busta è chiaro, si tratta di affari commerciali con accompagnamento generoso. Andate nel vostro alberguccio, cercate sempre di farvi notare, parlate sorridendo sempre con chiunque, ovviamente non dovete parlare coi cammelli, vi darebbe una brutta impressione. Nel giro di qualche giorno arriverà la telefonata e in quel caso parlerete con il ministro di questi strani paesi baciati dal sole e dal silenzio del deserto.
Anni dopo nel settembre 2010 si era firmato uno degli accordi economici tra i più grandi della storia, tra uno Stato europeo l’Italia è uno Stato africano la Libia, con l’indotto equivalente quasi a cinque manovre finanziarie italiane. Il mediatore aveva fatto un ottimo lavoro. Quel giorno a Roma Gheddafi era per firmare gli accordi commerciali, gli fu concesso di piazzare il tendone da circo e alla fine gli furono concesse 500 hostess da poter scegliere con cui fare il gioco dell’oca. Questi accordi non erano “Indolori” per qualcuno, significa estromettere la Francia totalmente dalla Libia. Soprattutto la compagnia petrolifera che inizia con la “T” una delle quattro aziende petrolifere più importanti al mondo (non posso dire il nome per questione di sicurezza.) Non solo il problema della sopracitata “T” (La “T” fa riferimento al vecchio premier francese, che inizia con la “S” ne era anche la finanziatrice del suo partito.) La democrazia ha bisogno di finanziatori. Cosa consistevano quegli accordi tra Italia e Libia? Il passaggio dall’azienda “T” francese, all’azienda “E” italiana la concessione ad estrarre il petrolio sul suolo libico, ovviamente rimanendo con le stesse concessioni fisse alla popolazione libica, fu uno degli accordi principali, su cui il colonnello era intransigente.
– L’elettricità gratuita per tutti i cittadini libici.
– Il prezzo del petrolio in Libia deve stare tra 0,14 per litro al
dollaro ad un massimo di 0,28 a dollaro.
– Una parte degli introiti derivanti dalla vendita del petrolio libico viene accreditato direttamente sui conti bancari di tutti i cittadini libici.
Che poi negli anni addietro erano gli accordi intrapresi con l’altra azienda petrolifera dal nome esotico iniziale “T”
A parte l’estrazione petrolifera, c’era da costruire un sistema satellitare di controllo delle frontiere terrestri libiche anti immigrati clandestini che provenivano dal Ciad, Niger e dal Sudan. Opera che sarebbe stata realizzata dalla Finmeccanica. L’Italia poi sarebbe diventato il primo fornitore di armi alla Libia, dopo che per decenni era la Russia il fornitore di armi a Tripoli. Poi da quando fu abbattuto il muro di Berlino, la Russia iniziò a rifornire al colonnello sempre meno di armi e poi gli dava i Mig 31 caccia fabbricati negli anni 70, ovviamente quelli difettosi o magari pezzi da museo usati dall’esercito di Stalin. E poi i Russi sono furbi, vendono le armi che non usano, quindi l’Italia diventava colei che avrebbe venduto armi alla Libia. L’Ingegneria Italiana avrebbe costruito l’autostrada costiera libica, una tra le più grandi e lunghe del mondo che partiva dal confine con l’Egitto fino alla Tunisia. L’Italia avrebbe rimodernato la rete elettrica di tutta Libia, per un totale di anni e anni di lavoro. L’Italia si sarebbe occupata della creazione della rete metropolitana di Tripoli. E vero bisognava occuparsi della nuova metropolitana a Tripoli. L’Italia si sarebbe occupata della rete ferroviaria di tutta la Libia e la costruzione di tre ospedali di cui uno a Tripoli. (L’Italia è all’avanguardia nella costruzione di ospedali.) In tutti questi progetti sarebbero state coinvolte molte aziende italiane per un totale circa di 22 aziende sul posto e altre centinaia per l’indotto in Italia. Il tutto per una cifra da capogiro, avrebbe sistemato un pò il “Debito Italiano.” Da ricordare sempre che dalla vendita delle Armi una parte va sui conti dello Stato che servono a pagare le vostre pensioni e l’altro finisce nel finanziamento occulto dei partiti.
Altro accordo era l’obbligo anche dell’uso di operai copti di provenienza egiziana.
Da decenni in Libia ogni giorno arrivano migliaia di lavoratori egiziani, sono come i frontalieri italiani che ogni giorno vanno a lavorare in Svizzera. I copti egiziani di religione cristiana, del resto il capo dei berberi (Gheddafi) trattava i cristiani come i mussulmani, l’importante era essere una persona onesta e che non davi problemi al regime. Ora andiamo ai fatti successivi al settembre 2010, firmato l’accordo, tutti felici e contenti.
Perchè Gheddafi decise di togliersi dagli affari con la Francia?
Una ragione era per il processo per corruzione a Sarkozy presidente francese, Gheddafi doveva comparire a Parigi davanti a un tribunale nel 2011 a testimoniare contro Sarkozy per fondi neri. Gheddafi non aveva nessun problema a raccontare filo e per segno come il signor Sarkozy si era intascato milioni di euri alla faccia del popolino francese. Tramite la famosa “T” e vari intrallazzi che preferisco non parlarne qui.
L’accordo tra Italia e Libia era datato settembre 2010 per una mediazione che andava avanti da circa due anni. Infatti dal 2007 e inizi 2008 chi di dovere faceva in modo di far fare la pace tra Libia e Italia. Per l’Italia la Libia e come per la Russia la Siria, un amore secolare. Il Fascismo negli anni 30 fece una legge in stile “Ius Soli” per la cittadinanza italiana e libica insieme a chi nasceva sul suolo libico. Un libico aveva la doppia cittadinanza. La cosa incredibile che questa legge esiste ancora oggi. L’Italia al 95% e improntato su leggi create dal fascismo, dai diritti ai lavoratori al codice civile ect ect. Torniamo a noi, dov’ero rimasto? Già! Ancora nei primi mesi del 2011 la Francia di Sarkozy insiste con l’ONU per bombardare la Libia e ammazzare Gheddafi facendosi aiutare dall’Inghilterra, ovviamente il demente premio Nobel per la pace Barack Obama acconsente. La cosa riuscì, saltarono gli accordi commerciali e l’Italia rimase con il cerino in mano. Qui sta la grave colpevolezza del governo Italiano, non ha saputo difendere i propri interessi.
Cosa avrebbe dovuto fare l’Italia?
Lo volete sapere cosa avrebbe dovuto fare un grande politico italiano?
Prima cosa devi conoscere il tuo interlocutore, il DNA Francese, il francese prende tutto in modo in fretta e in furia, non sa calcolare, di solito decide al momento, non ha strategie a lungo termine, a parte il grande Generale De Gaulle, lui era un caso particolare, faceva parte di una vecchia guardia di patriottismo francese. Sarkozy e i politici francesi di oggi, si muovono con un pannolino dentro le mutande, sono ottimi conversatori, sanno parlare bene, vengono da studi super universitari, e soprattutto non hanno mai visto una guerra, non sanno cosa sia avere una pistola puntata alla fronte.
La Francia e Inghilterra per prima fase hanno armato i cosiddetti ribelli del regime, sono gli stessi che sono stati armati in Siria contro il cattivo Assad. La stessa tattica usata quando hanno armato i ribelli nel Afghanistan negli anni 80 per andare contro la Russia che poi negli anni sono diventati i Talebani. Gli danno le armi, i soldi, a volte anche la farina bianca da sniffare, di solito i “ribelli” sono ex carcerati o mercenari.
Li pagano, gli danno le armi e gli dicono di iniziare una guerra per le strade di Tripoli nel nome della democrazia e della libertà dei diritti umani, ci penseranno loro poi a condizionare l’opinione pubblica, con l’aiuto di giornalisti lecchini.
Infatti l’ONU, la Francia e Inghilterra annunciano alla stampa che il dittatore Gheddafi ha violato troppe volte i diritti umani, la popolazione libica soffre, viene torturata, “Oh mio Dio, Aiuto!!! Che il mondo faccia qualcosa per salvare la gente che soffre.” I pecoroni che sono l’opinione pubblica ci crede, inizia una massiccia campagna di stampa, e tutti gridano alla “Primavera Araba.” “W la Democrazia.”
Francia e Inghilterra interverranno nei primi mesi del 2011 con le bombe.
Come si poteva salvare Gheddafi e cambiare gli eventi degli ultimi 7 anni?
In quel caso un politico italiano per difendere gli interessi dell’Italia cosa fa? Prende il telefono e chiama Parigi, una chiacchierata a quattrocchi dentro un telefono se intercettato meglio ancora.
“Senti caro Sarkozy a me dei tuoi problemi con il signor berbero non mi interessano, se entro 12 ore non ritiri i tuoi aerei dai bombardamenti su Tripoli, io faccio partire 100 aerei da Aviano e faccio sparire Parigi dalla faccia dalla terra.”
Poi telefono al presidente inglese e confermo che sono pronto a far sparire prima Parigi dalla faccia della terra, e se non mi soddisfa farò lo stesso con Londra il giorno a seguire.
Poi finita la telefonata, annuncio una conferenza stampa, giusto che il mondo sappia che l’Italia e il governo Italiano è pronto a far scoppiare una terza guerra mondiale ed e pronto a far saltare l’intera globalizzazione delle banche con il crollo gigantesco di tutte le borse, in poche parole “il Caos.” se entro poche ore gli aerei francesi e inglesi non ritornino a casa propria.
Gli effetti?
I giocatori d’azzardo in politica mettono “ALL IN” sul tavolo, sta agli altri giocatori scoprire o magari uscire dal piatto, il danno può essere peggiore dei proventi. Il bluff è dietro l’angolo del tavolo da gioco o magari e una mano che da il colore vincente. Tu che sei seduto sul tavolo da gioco, se hai coraggio vieni a vedere le mie carte, che per ora tengo nascoste e rimarranno nascoste. Alla massoneria delle banche conviene un terzo conflitto in Europa e il crollo della Borsa con i Soros e i Rothschild? Rischierebbero di perdere tutti i loro soldi per colpa di un giocatore d’azzardo che esce dalla gabbia del sistema e vuole far saltare tutto il circo equestre. Con i cavalli che perdono il controllo della diligenza piena di tesori e Ori? Per cosa poi?
Appunto per cosa? Per salvare un Sarkozy che non sarà più rieletto, infatti non sarebbe servito più, per salvare gli interessi della “T”? Non ne vale la pena.
Può darsi che la conferenza stampa venga bloccata prima che si annunci al mondo che un Presidente del Consiglio Italiano facente parte della comunità europea ha intenzione di far partire 100 aerei a bombardare Parigi nel giro di poche ore.
Ci sarebbero state alcune telefonate, la Francia e Inghilterra sarebbero ritornate sui suoi passi, le borse non sarebbero state toccate, l’Italia avrebbe difeso i suoi interessi in Libia, il colonnello sarebbe ancora vivo, i ribelli finanziati e armati dalla Francia sarebbero stati abbandonati al loro destino. Successivamente finiti nelle carceri di Tripoli e mangiati da alcuni topi affamati o magari date in pasto ai maialini bellini, quelli che ti sorridono sempre belli e felici di qualche tribù cirenaica, loro amano mangiare i maiali che precedentemente si sono mangiati carne umana.
Il mediatore si sarebbe concesso una vacanza tra gli angoli bellissimi di Tripoli, tra bevute di Te, e qualche fanciulla suadente. Il Presidente del consiglio italiano invece la sua follia gli sarebbe costata cara. In politica i giocatori d’azzardo non sono tanto amati anche perchè giocano sporco.

Dipinto del francese Jean Leon Gerome

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