La Favola del Castello…

Buonasera, siamo a fine luglio, siete pronti per andarvene in vacanza? Anchio mi farò una vacanziella, non vi dico dove andrò se no mi vedrò spuntare gli scassa maroni di turno. So che alcuni di voi aspettano la seconda parte del “Il Finto Prete.” Ho notato curiosità nel sapere chi era quel castello in veneto finito in mani italiane invece di mani ucraine. Facciamo una piccola uscita dalla storia, raccontando in poche parole cosa successe un paio di anni fa. Un giorno spunta un tizio da Kiev. Un tizio amico del presidente della squadra di calcio ucraina “Shaktar Donetz,” La squadra top ucraina. Il presidente di questa squadra oltre a girare con 25 uomini di scorta, ha pure una casa tutta o quasi in oro. Ha legami intimi con esponenti del governo ucraino. Grande appassionato di opere d’arte. Un giorno mi presento nella sua dimora, tranquilli non stavo preparando di portare via in prestito un suo dipinto. Il contrario, lo stavo portando. Entro in questo gigantesco salone, circondato dai suoi innumerevoli ospiti, alta borghesia ucraina. Tutti curiosi nel vedere cosa ci fosse nascosto sotto la coperta. Spiego all’interprete di dire ai suoi amici il tipo di dipinto che stavo per far uscire. Come un illusionista che sta per creare uno spettacolo di magia. Voilà un dipinto di Alexei Harlamoff, rappresentava un ritratto dei figli di Anatoli Demidoff. Demidoff, un ricco imprenditore russo e primo principe di San Donato a Firenze. La straordinaria forse la più bella villa alle porte di Firenze era sua. Peccato che i bombardamenti americani della seconda guerra mondiale l’anno distrutta. Piazzo il dipinto sopra una credenza lunghissima abbellita di vasi e opere d’arte proveniente da ogni paese. Con molto piacere partecipai alla festicciola prima di andarmene in albergo, sapete cari signori che certa gente si offende se non gradisci la loro compagnia, ovviamente senza esagerare nel bere la Vodka. Quando lavoro non bevo. Partecipo alla cena organizzata per gli ospiti. Tra il dire e il faceto si parla di affari. Ovviamente ho un interprete. Mi chiedono dell’Italia. Racconto l’Italia, paese alla deriva con alcuni tesori ancora da riscoprire. La mia parlantina negli affari fa che racconto di un castello. Racconto una favola, vera. Racconto la storia di questo castello che ha bisogno di un nuovo proprietario. Racconto la storia della famiglia che l’ha costruito circa 500 anni fa. Una famiglia proveniente dalla Borgogna. Famiglia di mercenari, non avevano titoli, non avevano corone, non avevano governi, non avevano padroni. Era una famiglia di avventurieri, con un esercito. Guadagnavano con le guerre, questo gli ha permesso di costruire una delle dimore più immense in Europa. Più di 350 stanze, chilometri quadri di terra tutta attorno. Non esiste in Europa una dimora così gigantesca. Oltre 50 stanze delle 350 dove le pareti sono degli affreschi. La storia di questa dimora e vera. Passa da mani in mano, l’ultimo rimasto della famiglia dei mercenari, in vita senza figli, decise di regalare al Re Francesco Ferdinando D’Asburgo. Per colpa degli Asburgo fu depredata dai tesori che aveva la dimora. Finì tutto in Austria, oro, oggetti d’arte raccolti in tutto nel mondo. La dimora dopo il crollo della famiglia Asburgo, fu espropriata dal governo fascista, successivamente per far fronte agli sforzi bellici, il governo di Roma vende la dimora ad una famiglia dell’alta borghesia. Pochi anni fa questa famiglia per far fronte agli eccessivi costi per il mantenimento della dimora, grande quanto un paese, decise di venderla all’asta. Oltre 500 anni di storia, passati di mano in mano, l’immensità di questa dimora l’ha fatta diventare quasi maledetta. Questa famiglia di mercenari francesi, costruttori della dimora, fece costruire pure un lago al suo interno solo per mostrare ai loro clienti la forza delle loro navi da guerra. Questa famiglia di mercenari francesi ha partecipato sotto libro paga in quasi tutte le guerre svolte nel mondo tra il 1500 e il 1800. Tramandando l’arte della guerra da padre in figlio. Più combattevano e più la dimora cresceva in stanze. Da sole 10 stanze dei primi anni passarono a 350. La storia che raccontai fu lunga e tutti gli ospiti pendevano dalle mie labbra, non credevano alle loro orecchie. Anche li in quella grande sala delle feste tra pietanze e vodka a fiumi mi definirono l’uomo delle favole. La cosa divertente e che non è una favola. Infatti l’amico del presidente dello Shaktar Donetz venne in Italia per comprarlo questo castello all’asta. Senza saperlo avevo trovato un cliente. Come diceva Il professor Kruge “L’appetito vien mangiando, possibilmente lasciare delle briciole, per rendersi conto di aver realmente mangiato.” Peccato che non fu accettata la sua offerta all’asta. Il castello fu dato ad un facoltoso uomo italiano, aveva offerto la metà del ucraino. Che bizzarro sono i casi della vita, il tipo italiano grazie alla vendita di un suo brevetto industriale si è potuto comprare il castello. Non sarà facile per lui mantenere in vita questa dimora. Dell’amico ucraino era sospetta la provenienza dei suoi soldi. I casi della vita, era un mercenario l’ucraino, stessa sorte dei primi creatori della dimora. Il destino doveva e forse voleva passarla di mano in mano.

Dipinto di Alexei Harlamoff.

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