La Storia di un Nord e di un Sud (2°Parte)

Buonasera, concludo stasera di mettere la seconda parte di “La storia di un Nord e di un Sud.” Prima vorrei che vi mettiate comodi. Avete o magari state adesso cenando, non ingozzatevi mi raccomando. Bevete spesso mentre mangiate perché aiuta la digestione. E soprattutto prima di mangiare lavatevi sempre prima le mani. Ah proposito come state? Tutto bene? Io abbastanza bene grazie, ho appena finito di cenare con un frittatone di cipolle. Così tante cipolle che in cucina c’era la nebbia. Ho l’alito che potrebbe lanciare dei missili terra aria. Ci vuole ogni tanto una purificazione del ‘organismo con della sana cipolla che entra nell’intestino e disintossica dalle schifezze agostiane. Domani dovrò pensare alla barba, troppo lunga. Devo rasarmi la barba a zero. Sabato sono stato invitato per un piccolo compleanno di una bimbetta che ha fatto un anno di vita. In Italia dove le nascite sono a zero e un fatto raro. Gli italiani fanno pochi figli? E vero ma come già sapete, do sempre la colpa al governo per come si muove e ragiona il popolo. Un governo buono deve guidare un popolo al futuro. Bisogna avere una visione del futuro. Il popolo non fa figli? Io che sono il governo li raddrizzo io. Ai tempi indietro il regime fascista per far fare più figli agli italiani (tendenzialmente un popolo di egoisti) instaurò la “Tassa dei Single.” Chi non aveva figli pagava una tassa, quella tassa serviva per pagare le famiglie che avevano i figli. Gli italiani iniziarono a fare figli. Scommetto che nessuno di voi sapeva che in Italia esisteva la tassa dei single. Il governo intascava molti soldi, una parte veniva regalata alle famiglie con figli e l’altra veniva data alle ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) L’Italia ai tempi addietro era piena di orfani, siccome in quel periodo non era consentito alle donne di avere figli al di fuori del matrimonio, alcune venivano abbandonate dalle famiglie di origini o magari la prole veniva abbandonata. Lo Stato fece nascere le ONMI. Si occupò lo Stato di dare vitto, alloggio alle donne con prole o magari agli orfani senza madre. L’Italia era inondata di figli orfani. ONMI il 31 dicembre del 1975 viene abolito. Costava troppo. E poi il governo italiano dallo storico patto Destra&Sinistra, ossia Moro&Berlinguer stava trasformandosi in Stato Liberale. Fino a quando l’Italia era totalmente di destra venivano garantito lo stato sociale, poi quando la sinistra andò al potere grazie al patto Moro&Berlinguer iniziò a smantellare lo stato sociale, quindi privatizzare tutto e le famiglie dovevano arrangiarsi per i cazzi loro. Poi con il tempo il governo italiano abbandonò lo Stato Sociale, come la Sanità Pubblica. Sono cambiati i tempi, l’Italia non può più essere gestita come nel periodo fascista, dove lo Stato si prendeva cura di ogni singolo cittadino sia nel bene che nel male. Sto divagando, fermatemi porca paletta. Dove ero rimasto? Già la barba che devo tagliare, ovvio non posso presentarmi come un barbone, poi alla bimbetta gli viene un coccolone. Quindi devo tagliarmi la peluria dal viso, ai capelli ci penseremo, si sono molto lunghi adesso, guardandomi in viso sembro un missionario delle forche caudine. Per ora penso alla barba, poi da settimana prossima penserò ai capelli. Basta le ciance a vuoto, su dai la seconda parte di “La Storia di un Nord e di un Sud.” Diciamo la parte migliore, quella che in pochissimi conoscono. Pronti?…5…4…3…2…1…Via! Perché secondo voi vent’anni oscurano sempre l’ultimo mese? Il mese di riferimento è Aprile del 1975. Per essere precisi dal 1 al 30 Aprile. L’allora presidente dimenticato Gerald Ford, per primo si accordò con i vietnamiti del nord, dicendogli che gli americani se ne sarebbero andati via. Dovevano dargli il tempo necessario, l’intero mese di Aprile. Il Vietnam del Nord acconsentì. Ci fu il cessate il fuoco, il tempo necessario di smantellare tutto. Passato il 30 Aprile l’esercito accampato fuori Saigon sarebbe entrato in città e avrebbe ripreso a sparare ad ogni americano o al collaborazionista del Sud che trovava di fronte. C’era poco tempo, 30 giorni per spostare una marea di gente e non era semplice. Gerald Ford mise in atto due distinte operazioni. La prima operazione partì il 3 Aprile “Operazione Babylift.” La più grande evacuazione di bambini orfani mai avvenuta nella storia. Il Vietnam e soprattutto Saigon era invasa da bambini orfani, dovuta alla guerra, ai milioni di civili morti come ai molti figli abbandonati. Furono salvati 5000 bambini, portati via da Saigon e trasportati in varie nazioni e successivamente adottati da famiglie in ogni parte del mondo. C’è un’associazione esistente ancora oggi di tutti questi neonati ormai cresciuti che possono raccontare la loro storia. L’ONU non era in grado di poter fare un’evacuazione del genere, essendo un ‘associazione a delinquere. Dell’Operazione Babylift se ne occupò la “Fondazione Pearl S. Buck.” fondazione creata dalla scrittrice premio Nobel nel 1938, Pearl Sydenstricker. Questa scrittrice scrisse un centinaio di romanzi nascondendosi in vari pseudonimi, sia di nomi maschili che femminili. Era una “Ghostwriter.” Un personaggio leggendario ma poco conosciuto. Qualche settimana dopo partì “Operazione Frequent Wind” Riguardava l’evacuazione di tutto il personale americano dell’ambasciata e del personale di altri paesi terzi. Nell’operazione c’era la possibilità di far evacuare civili vietnamiti. Per poter lasciare Saigon dovevi avere un “Pass”. Lo ottenevi se eri un parrucchiere di un ufficiale americano, un amico, il barista, il cameriere, la mignotta ect ect ect. C’era posto anche per loro se desideravano lasciare Saigon in sicurezza. Il problema era che le voci giravano per tutta Saigon. “Gli americani se ne stavano andando.” Lasciando il paese in un limbo che non si sapeva dove portasse il futuro. Quindi ci fu una marea di gente che si portò davanti i cancelli dell’ambasciata. Arrivavano da ogni parte, tutti che volevano essere salvati dagli americani. L’evacuazione consisteva che 12 elicotteri facevano spola avanti e indietro dal tetto dell’ambasciata alle centinaia di navi della marina militare americane di base nel Mar Cinese Meridionale. Non si era mai visto così tante navi, non potevi neanche contarle da come erano tante. In quel 29 Aprile ci fu il caos, chi urlava e chiedeva di essere salvato, chi vedeva arrivare nel Mar Cinese Meridionale non solo i 12 elicotteri americani ma anche degli altri elicotteri vietnamiti con dentro decine e decine di persone. Da dove cazzo arrivavano questi elicotteri? Comparivano dalle jungle e dalle varie città del Vietnam del Sud. Erano intere famiglie di vietnamiti che volevano salire sulle navi americane. I militari Usa intimarono loro di non atterrare con i loro elicotteri se no avrebbero aperto il fuoco, allora vedevi la gente che si buttava. Incredibile, dei pazzi, cosa può portare la disperazione umana. Individui che si lanciavano dagli elicotteri sulle navi. C’era una bambina che scese da un elicottero legata con della corda. La corda era così corta, che l’uomo che la teneva si allungo cosi tanto, che fu obbligato a d avere il piede abbrancato all’elicottero, così da far in modo che i militari potevano prendere quella bambina. Un rumore assordante di motori di elicotteri, il caos, neanche le cuffie reggevano quel frastuono. Arrivavano a turno i 12 elicotteri dall’ambasciata e poi anche questi fantomatici mezzi di trasporto volanti. Molte famiglie in Vietnam del Sud si rifornirono di mezzi volanti per un eventuale fuga. Previdenti i musi gialli. Sgangherati elicotteri guidati anche da chi non li aveva mai guidati. Infatti arrivavano ondulanti come se li guidasse un ubriaco. Pazzesco! Nel frattempo all’ambasciata di Saigon la gente urla e grida che vuole partire anche lei. Per questa operazione Gerald Ford cambiò l’ambasciatore di Saigon, arrivò Graham Martin, guarda caso era ambasciatore americano a Roma. Fu Graham Martin, l’uomo che riuscì a fermare tutti i tentativi di Colpi di Stato che frequentemente nascevano in Italia nei primi anni 70. Graham Martin lasciò Roma sostituito da John Volpe e andò a Saigon. Fu l’uomo sul campo in quei caotici 29 e 30 aprile. Un grande Graham Martin, si comportò come un comandante di una nave che sta affondando, prima di salvarsi, lui voleva salvare tutti. Washington ad un certo punto obbliga Graham Martin a salire su quei fottuti elicotteri, cosi le navi potevano partire. Ma Martin rimandava, sa che se parte lui i vietnamiti non potranno essere più evacuati. Fino a quando Graham Martin rimane all’ambasciata a dirigere, gli elicotteri continueranno a fare da spola dal tetto dell’ambasciata alle navi ferme sul Mar Cinese Meridionale, dal Mar Cinese Meridionale al tetto dell’ambasciata. Senza dimenticare che da alcune città sulla costa del Vietnam del Sud partono navi di pescatori e barche, zeppe piene di uomini, donne e bambini. Le navi militari americane aumentano, sono più di 200. Non c’è posto per tutti. Iniziano le navi a fare spola verso le molte isole del pacifico di proprietà americana, come Isola di Guam, Isola di Wake. Gli evacuati saranno lasciati lì, in queste dimenticate isole sperdute nel mondo. Isole dove vivono solo militari. Il comandante George Morrison padre del noto cantante Jim Morrison dirigerà le operazione all’Isola di Guam. Non ce abbastanza cibo per tutti, si razionerà il cibo in scatola aspettando i rifornimenti cargo dagli Stati Uniti dall’altra parte del mondo. Vengono costruite delle tendopoli, vengono usate dei bidoni come cessi ambulanti. Fu creato a tempo di record in queste isole sperdute del mondo dove non c’è “Nulla” un habitat provvisorio. Washington sta perdendo la pazienza con Graham Martin che non vuole lasciare Saigon. Il presidente dimenticato Gerald Ford obbliga dei soldati a prendere di peso Graham Martin e farlo salire sul’elicottero, mancava poco all’ora X, quando l’esercito del Vietnam del Nord sarebbe entrato a Saigon con conseguenze che nessuno poteva immaginare. Sul tetto dell’ambasciata rimangono solo 11 soldati americani, gli ultimi da dover salvare, poi si poteva ritenere conclusa “Operazione Frequent Wind” Il problema che gli 11 soldati sono in uno stato di agitazione, non sanno se poi qualcuno verrà a prelevarli. La folla scavalca i cancelli dell’ambasciata, divenuta un deserto pieno di sola carta che svolazzava spinta dal vento. Fogli in mille pezzi sparpagliati dappertutto, pure nella bellissima piscina che stava alle spalle dell’ambasciata. Era bellissima quell’ambasciata, c’erano tutti i confort possibili e immaginabili. Un giardino pieno di fiori, che poi questi fiori non si vedevano più, erano ricoperti di carta, documenti frantumati in mille pezzi e lanciati dalle finestre per cancellare tutto. Cancellare il passato, in un solo giorno sono stati cancellati 20 anni di storia. Sembrava la fine del mondo. Il passaggio verso il tetto viene fatto saltare. Arriva il buio della notte, il cielo e limpido, le stelle illuminano il tetto con gli ultimi 11 soldati che se la ridono. Scherzano pensando che sono stati dimenticati, il tempo passa, le ore avanzano, la mattina seguente l’esercito dei Vietcong entrerà a Saigon e loro saranno sopra un tetto a fare da bersaglio senza poi poter neanche scendere. Alle 7.50 del mattino un rumore, puttana Eva e un elicottero, eccolo cazzo, no non si sono dimenticati. Vengono prelevati gli ultimi 11 americani, si conclude alle 8.00 del mattino del 30 Aprile la “Guerra in Vietnam” Nel frattempo i Vietcong entrano a Saigon. La cosa assurda fu che tutti gli abitanti rimasti di Saigon si spogliarono tutti, lasciandosi addosso solo le mutande. Questo servì per mischiare i civili con i soldati del’esercito del Vietnam del Sud. Non oso immaginare se venivano catturati i militari che fine avrebbero fatto. Quindi meglio tutti seminudi così non si sa chi e militare e chi no. Le strade di Saigon erano pieni di vestiti accatastati uno sopra l’altro. Sembrava una lavanderia a cielo aperto, con uomini, donne e bambini con solo addosso le mutande e le mani alte in cielo. Ci fu l’unificazione del Vietnam in una sola nazione con al comando il governo comunista. Solo nel 1986 con la grave crisi economica con la gente che moriva di fame, che il nuovo presidente del Vietnam Nguyen Van Linh tentò una riappacificazione con gli Stati Uniti. Difatti oggi Stati Uniti e Vietnam sono molto amici. Saigon come Hanoi sono città piene di americani, piene di aziende americane. Agli evacuati vietnamiti sparsi nelle Isole del pacifico il governo americano diede la scelta di decidere, di tornare in Vietnam oppure andare negli Stati Uniti. Una parte decise di tornare in Vietnam, un’altra parte si trasferì negli Stati Uniti.
Ps. Dipinto del pittore britannico John George Brown, che potete vedere al museo di Birmingham in Alabama.

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