Il Capolavoro di Zilina (Anteprima)…

Eccoci giunti alla storia del “Il Capolavoro di Zilina.”Prendete questa storia come il mio regalo di natale per tutti voi disgraziati. Disgraziati perché ritengo che sotto sotto lo siete, disgraziati non è un insulto, non prendetevela a male. “Disgraziato” e il significato che do al destino di tutti voi, che non vi ha dato la possibilità di una piena felicità della vostra esistenza. La felicità è quasi sempre o meglio dire e sempre legata al destino che trova nella sua strada. C’è chi si trova assuefatto della sua disgrazia a non farci più caso, ci sono coloro invece che si guardano allo specchio e dicono “Ma poi alla fine che cazzo ho fatto nella mia vita.” Non ditemi che siete ampiamente felici, diciamo che vi va bene. Tanto e tutto così veloce che vi troverete come in un lampo dentro una bara pronti a diventare cibo per vermi. Poi ci sono coloro e sono molto pochi che della propria vita hanno costruito un qualcosa che va oltre, che quando si guardano allo specchio dicono “Che capolavori ho fatto nella mia vita.” Appunto c’è chi parla di “Cazzo” e chi di “Capolavori.” Ci sono anche coloro che possono sedersi su di una sedia e invece di guardarsi allo specchio si guardano un dipinto, come altri individui che si guardano allo specchio e guardano la propria faccia del cazzo. Sono due sinonimi opposti, un modo semplificato dispiegare cosa è la “Vita.” Dopo questa storia “Il Capolavoro di Zilina.” I piani alti potrebbero mettermi ancora in punizione, loro parlano di rischio “Emulatori”perché il mondo e fatto anche di malati mentali e non hanno tutti i torti. Già,quando vi ho raccontato “Quella volta a Saint Vincent” sono finito in punizione. Ora dopo “Il Capolavoro di Zilina” probabilmente ci andrò di nuovo,pazienza. Prima però di partire con la storia facciamo un piccolo “Rewind”  e una presentazione dell’anteprima. Il dover andare a Zilina, città della Slovacchia non è perché città turistica da visitare o magari si doveva fare una visita di cortesia a qualcuno. Zilina era la località precisa per un’asta segreta di dipinti e oggetti preziosi. Nel mondo non ci sono solo aste regolari di oggetti preziosi ma anche altri tipi di aste non regolari, in poche parole clandestine. Le regole comunque all’interno di un’asta regolare e un’altra clandestina sono quasi le stesse. Un mese prima dell’asta si consegna un catalogo con tutti i dipinti e oggetti preziosi a tutti i partecipanti che sono in una lista di nomi consegnata ad un notaio,principalmente svizzero. In questo catalogo, in ogni dipinto oppure oggetto prezioso ci sono due tipi di valutazioni, il minimo e il massimo dell’opera stessa. Una cosa fondamentale e andare all’asta sempre insieme con un esperto.Di solito i dipinti ai musei sono delle copie invece quelle vendute alle aste sono vere. Un museo vi fa credere che siano vere. I dipinti venduti all’asta sono sempre veri, nessuno aprirebbe il proprio portafoglio per un’opera falsa,almeno lo crede quando lo sta per comprare ma poi potrebbero spuntare dei maghetti del vedo e non vedo. Nelle aste regolari il dipinto viene consegnato solo a chi porta soldi in contanti o una fidejussione bancaria scritta e firmata. Invece nelle aste clandestine ci vogliono solo del grano in contanti su valigette 24 ore. All’asta non e importante che tu sia presente fisicamente,puoi avere l’anonimato e mandare un altro al posto tuo e utilizzare durante l’asta vera e propria un telefono tramite il tuo emissario. L’importante sono i “Soldi” Chi vende non vuole sapere chi compra. “Pagare moneta, vedere Cammello.” E un detto in uso da quasi 300 anni. Il primo che uso il detto“Pagare moneta vedere Cammello.” Fu in un baraccone mobile che si piazzava nelle feste di paese e sagre in ogni città italiana. Un uomo si pitturava il viso di nero da sembrare un beduino del deserto e chiamava la gente che passava con la domanda “Volere te vedere cammello?” La gente incuriosita si fermava estasiata non avendo mai visto in vita loro un cammello, ne sentivano parlare da chi li aveva incontrati. Si formava la fila dinanzi al piccolo baraccone. Il fantomatico cammello per poterlo vedere dovevi girare attorno al carro e salire di tre gradini. L’uomo con una finta parlata araba e un finto volto nero diceva“Pagare moneta, vedere Cammello.” La gente pagava e saliva i tre gradini. Loro credevano di vedere un cammello, poveri illusi. Il Cammello erano due fratelli,gemelli siamesi attaccati dal bacino, avevano una malformazione genetica. Erano truccati così bene che per i poveri illusi era un fottutissimo cammello.  Ora sapete del significato “Pagare Moneta, Vedere Cammello.”A Zilina precisamente al Castello di Budatin dove si svolse l’asta, presi un dipinto tutto per me. Uno di Vojtech Bartonek, il pittore che rappresentava il realismo sociale. In quella fantomatica asta partecipai per finta e non spesi neanche un centesimo, portai solo una copia autentica di quello che volevo. Eh già la “Copia” di Vojtech Bartonek, creata da uno straordinario falsario. Il capolavoro non fu una sola copia dello stesso dipinto ma furono due le copie commissionate. Una per l’asta di Zilina e l’altra per un mercante d’arte di nome Augustus di Bellinzona. Pace all’anima sua, e finito sottoterra per un infarto, sopra il suo meraviglioso Yatch di 30 metri che poteva permettersi di andare ad una velocità di 35 nodi. Lo trovarono morto stecchito sul letto e con la lingua di fuori. Augustus fu lui a trovare il compratore della seconda copia. Si ma tempo al tempo. Per ora limitiamoci alla presentazione di questa anteprima. Voi domanderete perché Bartonek? Perché un dipinto di questo artista e raro. Un dipinto da poterlo guardare sperando che si fermasse il tempo. Appeso su di una parete totalmente nera con delle luci soffuse da poterne vederne quasi l’anima.Seduto su di una poltrona con un bel bicchiere colmo di whisky e una donzella in ginocchio e dalle labbra rosse che si occupasse del mio biscotto.Contemplare il dipinto e capirne il vero senso dell’essenza e pensare al capolavoro, non proprio del dipinto ma di come quell’opera sia finita su quella parete nera. Fu si un capolavoro il come, per questo l’ho chiamato “Il Capolavoro di Zilina.”

Dipinto di Vojtech Bartonek, uno dei suoi tanti splendidi dipinti

Brano musicale di Robert Miles, “pace al’anima sua.” morto all’età di 47 anni per un tumore. spero che la piccola di 8 anni rimasta orfana cresca bene.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.