Gilgamesh…

Era appena calata la notte di un giorno e un anno che non
ricordo e nel pieno silenzio di quelle stelle che brillavano la scatola
magica si fermò ai piedi di un uomo, Gilgamesh. Egli, con
un grande sorriso, chiuse fortemente i pugni, si chinò ad osservarla,
poco dopo il respiro divenne affannoso, riuscì a trattenere
la sua felicità con estrema fatica e poi gridò più volte: «L’ho
trovata! l’ho trovata!»
Gilgamesh era un grande guerriero al quale un giorno, in un
sogno, fu detto di girare per il mondo alla ricerca della scatola
contenente l’immortalità.
Arrivato in cima, sparì verso la città eterna, verso l’eternità,
verso l’immortalità: i suoi sforzi non erano stati vani, il suo
sogno si era tramutato in realtà.
Sul monte Harat rimase la scatola magica, come dice la
vostra Bibbia chiamandola semplicemente ‘Arca’, ed è ancora lì
sommersa dalla terra e dal tempo.
“Accidenti – esclamai interrompendolo – Vuoi farmi credere
che l’arca di Noè è quella che tu chiami scatola magica?”
“Sì Charles, sulla vostra Bibbia è scritto ‘Arca di Noè’, perché
allora la parola ‘arca’ aveva un significato di contenitore,
ora invece si dice scatola.”
“Non è possibile!!!!!” esclamai di nuovo.
L’uomo con il mantello continuò.
“I testi e i significati cambiano, perché quel testo fu scritto
migliaia di anni fa. Devi capire che il linguaggio di allora è
diverso da quello attuale, avete sempre creduto che la traduzione
delle Sacre Scritture fosse quella che vi hanno inculcato
nelle vostre menti di generazione in generazione; sono passati
migliaia di anni e il significato si è perso nello scoccare continuo
del tempo, nelle vite perse, negli eventi che hanno cambiato
lo scorrere del destino, un destino che alla fine non sarà
diverso da quello segnato dai tre regnanti: siamo al’epilogo
finale ormai.”
Rimasi un po’ in silenzio, guardai dalla finestra, eravamo
sommersi dal’acqua, tutto quello che ci circondava stava cambiando, in quei momenti avevo un enorme paura di credere a
quel’uomo venuto dal nulla, ero confuso, ero perso tra i miei
pensieri, ero un uomo solo contro il destino del mondo. 
C’era solo una soluzione a tutte quelle mie paure, dovevo sapere,
dovevo continuare a scrutare questa storia allucinante: la verità
che si nasconde dentro a noi individui.
“Continua” lo supplicai, sedendomi sullo sgabello. “Voglio
sapere” affermai ancora con molta decisione.

Tratto dal libro “Mondo Parallelo”

P.S. Dipinto straordinario del pittore britannico Herbert James Draper.

Accompagnamento musicale dalla chitarra di Al Marconi.

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