El Condor Pasa…

Buonasera, state bene? Spero di si, Io molto bene grazie, un po’ di acciacchi per i miei 92 anni ma sto bene, grazie. Pensavo a questa strana vita e alle domande a cui non vuoi mai oppure non puoi rispondere. Una sera ero ospite di una graziosa famiglia in Svizzera, dove ho mangiato cibo fatto in modo elvetico, tra cui la Raclette. La Raclette e del formaggio dove lo prendi a piccole forme e lo cuoci in una pentolino piazzato in mezzo al tavolo dove sotto c’è una fiammella che cuoce questo formaggio, sciogliendolo, facendoti andare in un piccolo orgasmo. Accompagnato da varie salsine, dal piccantino al dolciastro a seconda dei tuoi gusti, poi c’era del salame a pasta grossa tipico delle montagne svizzere. Poi una polenta così fumante che ci volevano i fari antinebbia. Un vino rosso così rosso da doverti fare una trasfusione di sangue per verificare se il sangue si è trasformato in vino oppure quello che hai tra le vene. Mentre sei lì su Saturno a gustarti le prelibatezze degli Dei, un fantomatico cugino del mio amico svizzero (colui che mi ha invitato) mi fa una domanda. Diciamo che era tutta la sera che il tipo era troppo loquace, per quanto mi riguarda. Non volevo mandarlo in un tal paese, non era garbato nei confronti del mio caro amico svizzero. Quindi rispondevo a tutte le domande del improvvisato commissario. Fino a quando non spara una domanda particolare, che a pensarci bene, potrebbe farti pensare per un po’. 
La domanda fu “Quale è il posto più strano e unico al mondo.”
Pensai un pochetto, rimasi un po’ in bambola e poi mi ricordai. Si cazzo! come ho fatto a dimenticarlo. Gli risposi in modo garbato e semplice girandoci intorno. Gli parlai della Bolivia, una nazione stupida e poco conosciuta, quasi invisibile al mondo. A scuola se chiedete agli studenti della Bolivia vi risponderanno se e una nuova marca di sigarette. La Bolivia è il paese più strano e unico al mondo. In Bolivia per esempio se entrate in una banca di una certa filiale c’è una musica sottofondo, “Il Condor Pasa.” Non la versione cantata di Simon e Garfunkel, quella del 1970. Ma la versione strumentale del maestro Caravelli, di qualche anno dopo. Voi entrate in banca e sentite questa musichetta. La prima volta che l’ascolti ridi, chissà se succedesse in Italia. Gli raccontai al ragazzo di alcune banche boliviane e della loro musichetta che senti allo sportello, nel mentre che chiedi al’impiegato i soldi. Il testo della canzone e anch’essa particolare, dice;
“Preferirei essere un passero che una lumaca.
Sì,lo farei
Se potessi,
Lo farei sicuramente.
Preferirei essere un martello piuttosto che un chiodo.
Sì,lo farei
Se solo potessi,
Lo farei sicuramente.”
Sembra un testo religioso. Cercai di tergiversare ma poi il cuginetto del mio amico ride come un coglione;
”Ehehe ma che ci sono, solo le banche con la musichetta in Bolivia.” Con quell’aria da strafottente.
Alla fine gli parlai del carcere di San Pedro a La Paz, un posto unico al mondo, dove ci puoi finire dentro come arrestato oppure come turista. 
Il cuginetto del mio amico si mise a ridere come un pazzo, pensava che lo prendessi in giro. 
Glielo fatto credere, non avevo nessuna intenzione di approfondire, meglio lasciar perdere.
Chi è il pazzo che penserebbe che in un carcere puoi entrarci come turista? 
solo coloro che pensano che il mondo sia rotondo,
peccato che il mondo non e proprio rotondo.

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2 pensieri su “El Condor Pasa…

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