Una Bella Covata…

Nella vita capitano avvenimenti particolari che ti lasciano al momento stranito ma poi con il tempo ci passi sopra. Vengono dei ricordi e ti metti a riflettere a ridere. Il tempo come passa, in modo quasi da prenderti per i fondelli. Per questo ho deciso che il mio prossimo tatuaggio sarà una clessidra, devo solo decidere come deve essere il disegno. Una cosa è certa una clessidra, come una sfida che lanciassi al tempo, sono pronto a sfidarlo, comprendo che dal posto dove sta nascosto il bastardo se la ride. Si ma non voglio parlare di clessidra o del tempo, anche se involontariamente e collegato a ciò che voglio raccontare oggi. Passi dai banchi di un’aula, con il mitico professor Kruge che ti insegna alcuni aspetti dell’esistenza, per prepararti alla vita. In quell’aula non eravamo in tanti. Forse anche per questo ci ha insegnato bene, eravamo in 5. Era un corso per entrare nell’azienda. Nessuno dei cinque era escluso, ci fu già una cernita. Ne avevano scelti cinque. C’era un ultimo corso, si doveva per un po’ di tempo seguire le direttive del professor Kruge. Un grand’uomo, intelligente, saggio, scaltro, sembrava un uomo dell’antica Grecia. Dalle movenze, a come ci metteva in cerchio, al modo di gesticolare, al modo di muovere le mani, era si un uomo particolare e unico. Da lui ho imparato molto, a muovere le mani, a fare volendo anche l’attore. Come diceva sempre il professor Kruge. “La vita e un palcoscenico, devi sapere recitare la tua parte.” Ho imparato il modo di usare l’intelligenza, la furbizia, il ragionamento. Con Kruge non era una questione di matematica, grammatica, algebra. Era una questione di cura e prevenire ogni situazione che riserva la vita, una morte, una malattia, un disguido, stati di angoscia, ansia, un amore, una passione, un autocontrollo, perseveranza, la pazienza e la tolleranza nello scopo di portare le situazioni a tuo favore. Ma soprattutto il “Buon Senso” Su questo termine Il professor Kruge ci aveva fatto il lavaggio del cervello. Oggi quando si è dall’altra parte, capita in alcuni momenti che si è il professor Kruge. Insegni alle nuove leve, noti la differenza dei giovani d’oggi con quelli di ieri. I giovani d’oggi sono fondamentalmente più insicuri anche perché sono più buoni. Non sono cinici, non ne sono capaci. Sto parlando di giovani senza che siano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il giovane d’oggi con la mente non contaminata di droghe chimiche e fin troppo buono, un piccolo scarafaggio che è facilmente calpestabile, non reagirebbe. Per questo molti si drogano, perché sono insicuri. Sono buoni d’animo però, lo vedo, sono fin troppo buoni. Ovvio che poi accadono suicidi e omicidi di familiari nel corso della loro vita, il livello di stress e insopportabile per loro. La mente umana e bastarda, quando non te lo aspetti ti fa fare cose che poi lei stessa ne trova giovamento per il solo gusto di godere. Noi eravamo in cinque, eravamo come diceva Il professor Kruge “Un ottima covata.” Andammo per lo stage finale in Siria, quando la Siria era bella. Ne approfitto per fare un piccolo appello;”Lunga vita alla famiglia Assad.” Sono riusciti a resistere all’invasione euroamericana, c’è da precisare grazie alla protezione dei Russi. Comprendo che molti di voi non sono d’accordo. Bashar Al-Assad per i media è definito “Il macellaio.” Non capite un cazzo. Chi conosce la famiglia Assad può solo parlarne bene. La Siria con al potere gli Assad da decenni e decenni era un popolo guidato al meglio dal regime. Ora vi faccio una domanda. Perché la Germania accoglie solo Profughi Siriani? Lo sapete perché? Perché hanno un ottimo titolo di studio, parlano due lingue e in alcuni casi anche tre, sono di religione moderata. Damasco aveva l’università tra le più importanti al mondo. L’istruzione dell’individuo era fondamentale. A Damasco ad’ogni chiesa Mussulmana c’era una chiesa Cattolica, una chiesa Ortodossa, ect ect. Damasco aveva più di cento religioni diverse. Era una nazione multiculturale e multireligiosa, grazie alla Famiglia Assad, che ha saputo ordinare, guidare e anche a volte con l’uso del bastone un popolo. Poi sono arrivati gli Europei e gli amici Americani e hanno deciso di invadere la Siria perché Bashar Al-Assad era definito un dittatore cattivo, che non ubbidiva alle direttive del ONU, la più grande organizzazione criminale al mondo. C’è una foto che lascia straniti, l’ignorante rappresentante della comunità Europea la signora Mogherini che fa visita alla moglie di Bashar Al-Assad, la signora Asma Al-Assad. In questa foto si vede la Mogherini con il velo in testa, mentre la signora Asma Al-Assad senza velo, come la tipica donna occidentale. Questo ti dimostra che i governanti in Europa non sanno neanche che in Siria le donne possono stare senza veli. La Siria era in Medio Oriente la nazione più occidentale della zona, grazie a quasi cento anni di dominio della famiglia Assad che ha alfabetizzato e ha insegnato alle varie religioni a mangiare nello stesso tavolo, senza litigare per la propria diversità di culto. Chiudo questa breve parentesi a riguardo la famiglia Assad. Dicevamo che questi cinque alunni vanno a fare questo stage in Siria. Fu un’esperienza interessante e unica, Damasco luogo magico quando non c’erano le bombe e quando la Siria era uno degli Stati più importanti dell’area. Si era pronti a partire per ritornare in Italia che una sorpresa accolse questi cinque uomini. Fu proposto di rimanere in Siria, lavorare per i Siriani. La proposta era allettante, e al momento ci spiazzò. In albergo ci fu una notte intera a parlare, tra noi se ne valeva la pena, tutti insieme a rimanere li. Uniti come fratelli, lo eravamo quasi fratelli, iniziato il corso insieme, la legione straniera insieme. Alcuni volevano rimanere, altri tra cui il sottoscritto non voleva rimanere. A Milano avevo anche la donna, da poco conosciuta, non volevo chiamarla e dirgli “Ciao cara, sai ho deciso di rimanere a Damasco.” Non era neanche bello che tra noi cinque alcuni tornavano ed altri rimanevano, si sarebbe rotto il quintetto magico. Tutto insieme era la prerogativa. Difatti o tutti o nessuno. O si rimaneva tutti e cinque oppure si tornava in aereo tutti e cinque. Decidemmo di ritornare a Milano, tutti. La mattina seguente preparammo la valigia, per tornare a Milano. Arrivati all’aeroporto, Daniele si fermò dietro di noi, lo guardammo. Aveva deciso di rimanere. Fu un colpo, come un tradimento, lo avevamo giurato la sera prima. Ma l’uomo sapete, ha fame di denaro, di carriera. Gli fu promesso guadagno e carriera. Incaricammo lui, Daniele a telefonare all’alba e dire che nessuno dei cinque ci sarebbe fermato. Lui difatti disse che nessuno ci sarebbe stato, all’infuori di lui. Lo aveva detto all’aeroporto Daniele;
“Mi hanno convinto, ne volevano almeno uno.” Qui sta il dilemma, il dubbio che ti corre sulla schiena per un po’, nella tua vita. Se a fare quella telefonata ci andava Vladimir, Io o magari il Marcio oppure Piro, poteva anche cambiare il destino di uno dei quattro. A colui che fece la telefonata, diedero il triplo, di quello promesso il giorno prima. Chissà avrei ceduto anch’io? Sta il fatto che tornammo a Milano in quattro. Il professor Kruge quando ci vide tornare, rimase sorpreso. Era convinto di perdere tutte le sue pecorelle, alla fine ne perse solo una lungo il cammino. Non gli rimase che concludere la sua ultima lezione con una frase; “E stata proprio una bella covata.”

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