Essere Reazionario…

Buonasera signori e signore, avete cenato? Stasera avevo voglia di spaghetti all’aglio e olio, con tanto aglio, da dover circolare con il porto d’armi. A me l’aglio piace abbrustolito dentro un pentolino con dell’olio di oliva. Lo fai bruciacchiare bene. Due spaghetti, possibilmente numero 5. Non usate un piatto fondo, quando dovete mischiare il tutto, usate la stessa pentola. Ci buttate l’olio con l’aglio abbrustolito, un po’ di grana, fatelo saltare un pochino, poco. E poi vi sedete, e ve li mangiate nella stessa pentola fumante, un bicchiere di vino rosso e mandate a fanculo il mondo e date delle belle forchettate da morto di fame. E un piatto semplice. Lo feci assaggiare in Bolivia ad un gruppo di persone, li avevo cucinati personalmente gli spaghetti. Sti quattro boliviani si leccavano il piatto. Io e la Bolivia abbiamo un legame particolare, ci sono andato più di una volta e quasi sempre per lavoro, oltretutto per un lavoro del cazzo. Si ma non ho voglia di raccontare della Bolivia, troppo presto, devo far lasciare andare via un po’ di tempo. Stasera volevo parlare di elezioni politiche. Siccome si avvicinano le urne elettorali, vorrei parlare un pochino di politica. Tranquilli niente di voti di partiti politici, state parlando con la persona sbagliata, perché io “NON VOTO” Esatto non ho mai votato in vita mia e non voterò mai. La scheda elettorale mai usata. Voi direte “questo è uno stronzo.” Dite ciò che volete ma sono una persona di ideologie reazionarie. Non spaventatevi se vi dico che seguo la filosofia del colombiano Nicolas Gomez Davila. Il filosofo che ha portato in alto il pensiero reazionario. Un discorso un po’ lungo da fare tra queste pagine bianche. Di solito la gente si spaventa quando sente dire “Reazionario” e una forma di “Autoritarismo Politico.” Quindi un reazionario non può votare, non c’è nessun movimento politico che si avvicini al pensiero reazionario. Questo mi portò a stare lontano dalla politica. Volendo potevo diventare un politico ma questa mia formazione ideologica mi ha chiuso fin da subito le porte. Voi comunque andate a votare, non fate ciò che faccio Io. Voi se ci credete votate. Per votare bisogna crederci, chi come me non crede al Parlamentarismo Democratico non può votare. Fate i bravi cittadini, votate e sperate in Dio per i vostri figli, non per voi. Voi siete destinati alla miseria. Parlo dei vostri figli, i più soggetti a chiedersi che ne sarà della loro vita un domani. Alcuni anni fa mi avevano chiesto se ero interessato alla politica. Ora vi racconto come andò la storia. Ero giovane, subito dopo Tangentopoli, quando la magistratura aveva azzerato il parlamento, si dice che sia finita la “Prima Repubblica” E dopo quel 1992 arrivò la “Seconda Repubblica” La nefasta “Seconda Repubblica.” Fu un caos per l’Italia, la mafia andò in crisi non avendo più con chi interloquire. Lo sapete che Mafia e Stato da sempre hanno sempre avuto buoni rapporti, DA SEMPRE, solo nel breve periodo del periodo fascismo ci fu una vera lotta. Con il famoso Prefetto di Ferro Cesare Mori, che sconfisse la mafia. Ma poi quando nasce la Repubblica Italiana dal 1945 in poi tra Stato e Mafia ci furono accordi di collaborazione. Dal caos tangentopoli del 1992, la mafia non aveva più con chi interloquire, credo che fisiologicamente sia normale. Per questo furono messe tre bombe in tre zone strategiche. Bomba a Milano, la città del potere economico. Firenze la città, sede della massoneria italiana. Roma città della sede del governo politico e religioso. Quindi tre bombe. Era un messaggio. Nel 1993 vengo invitato ad una cena organizzata da un partito politico (non posso dire il nome) La cosa interessante e che mi arrivò questa lettera (fu l’unica volta in vita mia) Non sto scherzando, nella casella della posta mi giunge questa lettera, con scritto di essere stato invitato ad una cena di conterranei. In poche parole venivano invitate persone nate in una determinata zona d’Italia. Io vivo a Milano da sempre ma sono nato da un’altra parte d’Italia (non posso dire dove, scusate) Nella lettera c’era scritto “Comitato Politico blablabla, la data una domenica, luogo Assago, si richiede conferma della partecipazione blablabla.” Io che sono un fottuto curioso, decido di andare, chiamo per la conferma. Rifletto e penso, chi cazzo gli ha dato il mio nome, pensavo al lavoro, può essere. Sulla massoneria anche, facendone parte da una vita, non lo nego. E poi far parte della massoneria non è un reato, lo era ai tempi del fascismo, ma ai giorni nostri non è reato. In Italia ci sono molte logge massoniche legalizzate, la più grande e più importante e “Il Grande Oriente” con circa 2000 aderenti. Quindi è tutto legalizzato. Ci fu in Italia la P2, loggia massonica segreta e fu scoperta, figlia della P che si chiamava “Propaganda” dei primi anni del 900, creata dall’allora politico Francesco Crispi uno dei massimi uomini del risorgimento italiano. La P2 era il seguito della “Propaganda” di Crispi. La P2 di Licio Gelli era ILLEGALE. Comunque la lista dei nomi aderenti alla P2 la sanno tutti, c’era un po’ di tutto della società italiana. Le logge massoniche per chi non lo sapesse sono come quando devi costruire un palazzo. Quando devi costruire un palazzina hai bisogno di cosa? Architetti, Ingegneri, Muratori, Carpentieri, Vetrai, Idraulici, Elettricisti ect ect ect. Chi sono i massoni in una loggia? Industriali, Dottori, Militari, Politici, Giornalisti, Scrittori, Artisti, Impiegati ect ect etc. E come costruire qualcosa, devi avere tutti i componenti che creano una società, la metafora di un palazzo. Comunque sto divagando cazzo! Torniamo alla cena, Mi presento, grande salone, c’erano più di 400 persone, divisi tutti in tavolate rotonde. In questa cena si parlava propriamente di politica, solo politica. Stavano cercando nuove leve. Il parlamento dopo tangentopoli si svuotò. Serviva un ricambio generazionale, quindi in una piramide di stampo politico si parte dal basso, fino alla punta più in alto, ossia la segreteria di ogni partito politico, i capi. Dovevano nascere nuovi partiti politici, nuove facce, nuovi volti da dare in pasto alla popolazione. La cosa buffa erano le idee che dovevano combaciare con la decisione della segreteria, la cima della piramide. Un partito politico è una piramide, colui che sta in basso non conta un cazzo, deve prendere il seggio per dare potere alla cima della piramide. Questa e la politica se lo volete sapere. Mi divertì quella sera, mi fecero delle domande, per vedere s’ero adatto alla politica, da poter essere il basso della piramide. La domanda principale; “Cosa faresti in politica.” Gli diedi la mia idea di politica, che non trovò estimatori in quel tavolo. Penso che si sono spaventati. Avevo una visione lungimirante, guardavo troppo al futuro. Lo dissi, chiaro e tondo; “Vorrei carta bianca, senza la carta dove scrivere il mio inchiostro, sinceramente non mi aggrada.” Mi domandarono cosa fosse questo inchiostro da mettere su questa carta bianca. Gli elencai le mie proposte. Per primo partire dalle scuole con il test antidroga. Lo Stato doveva mandare a caso controlli medici antidroga, fare un controllo biologico sangue/capello. Così sai se lo studente nell’arco dei sei mesi precedenti ha assunto della droga. Ad ogni positività riscontrata, bocciatura immediata. Nell’arco di un anno il 90% degli studenti precedentemente in uso di droghe, smetterebbe di drogarsi. Lo Stato avrebbe nello stesso tempo il sangue di ogni studente, e potrebbe utilizzarlo nella banca del sangue, bisogno degli ospedali. L’anno dopo, il test antidroga dovrà essere fatto a tutti i cittadini lavoratori residenti sul suolo italiano. Sempre sangue/capello, ogni lavoratore trovato positivo al test antidroga, saranno prelevati dalla sua busta paga dei soldi come penalità, il 10% per tre mesi dal suo mensile, che saranno inseriti nel Servizio Sanitario Italiano. Il lavoratore trovato positivo, dovrà ripetere il test 6 mesi dopo, e se dopo 6 mesi sarà ancora positivo, il lavoratore perderà il 20% per tre mesi dal suo mensile, e così fino a quando il coglione non capirà che non dovrà più drogarsi. Su quel tavolo erano d’accordo sull’idea ma inattuabile in Italia. Perché secondo loro l’Italia è un paese democratico e non puoi usare sistemi autoritari. Poi la seconda proposta era la “fiscalizzazione monetaria.” Consiste nella tassazione dei soldi e non del lavoro. Comprendo che è difficile da capire. Cerco di spiegarmi. Al giorno d’oggi è tassato il lavoro e la cosiddetta IVA. Mano d’opera e Oggetti di consumo, giusto? Tassare la moneta e semplice. Tassi la banconota in tuo possesso, in poche parole i depositi bancari, i conti correnti. In base a quanti soldi hai, tu paghi la tua tassa annuale. Voi mi direte cosi poi la gente mette i soldi sotto il materasso. Non sarà più possibile pagare in contanti. Si pagherà solo in elettronico. Quindi i soldi cartacei non esisteranno più. OBBLIGATORIAMENTE devi avere un conto corrente. Ogni fine anno lo Stato preleva la tassa ad ogni conto corrente. Partendo da depositi da 10.000 mila euri, a depositi di milioni di euri. Forse voi non sapete che calcolando i depositi bancari degli italiani potresti pagarci il debito di Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Isole del Cazzo, tutto insieme. Non sto scherzando. IL CITTADINO ITALIANO dentro ai suoi conti correnti potrebbe pagarsi mezzo mondo, e il cittadino più ricco al mondo. Allo Stato basterebbe prelevare il 5% all’anno su depositi fino a 10.000 euro. Su depositi fino 20.000 il 10%, su depositi fino 30.000 il 15% ect ect ect. A fine di ogni anno lo Stato si ritroverebbe più di 300 milioni di Euri. Non sto scherzando. Questa si chiama Fiscalizzazione Monetaria, sperimentata nei primi anni del 900, in un paese austriaco. Più di 100 anni fa non c’era l’elettronica. Sapete cosa usarono per tassare la banconota? Una marca da bollo annuale. Molta gente non aveva conti correnti. Molti mettevano le banconote sotto i materassi. Quel comune austriaco sperimentò Il bollino annuale da mettere nella banconota. Se tu andavi a comprare un caffè con una banconota senza il bollino dell’anno in corso, il barista prendeva la tua banconota e la stracciava. ERI OBBLIGATO A METTERE BOLLINO. Il lavoro in quel paesino non era tassato, ogni lavoratore veniva pagato esentasse. Il lavoratore andava in comune con il suo stipendio, e l’impiegato inseriva un bollino ad ogni banconota. Il bollino costava una miseria, 0,1%. Su uno stipendio di 1000 euri, inserire lo 0,1% ogni euro, fate i conti, scienziati. Quella era la vostra tassa mensile e avevi tutto in cambio. La cosa assurda e che il comune a fine anno si trovò pieno di soldi, cosi pieno che era ricco. Che l’anno dopo la tassa passo a 00,1% pazzesco. Funzionò, l’esperimento funzionò. Quindi nell’era del nuovo millennio dove tutto è elettronico, lo Stato può prendersi lui le tasse, ogni fine anno. Una minima quota a conto corrente. Paga pensioni, sanità, scuole, avanzano anche soldi. Mi fu bocciata su quel tavolo, non perché non funzionasse. Anzi mi dissero che era fattibile ma in un paese democratico non puoi farlo, ci sono troppi interessi da difendere. Alla fine della cena mi alzai dal tavolo, stretta di mano e mi dissero, hai troppe visioni futuristiche. Io, risposi, questo paese morirà perché nessuno ha una visione del domani, si spegne un lampione si cambia la lampadina, si rompe una strada si rattoppa, ci sono zone piene di rifiuti, si mette l’erba sopra, c’è un terremoto, si creano baracche. Senza una visione del domani si muore lentamente.

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