A Da Passa l’Estate…

Passo alcuni giorni a chiedermi,
se un giorno la luce del pomeriggio dovesse svanire.
Rimarrei con il naso all’insù,
a sognare un mondo diverso
ma poi sorrido,
e non mi rimane che mangiarmi le fragoline di bosco
anche se fuori c’è la dolce pioggia dell’alba estiva,
Ho bisogno di riposarmi fisicamente e mentalmente.
Penso e con il panama in testa parlo agli Dei, 
precisamente a uno solo,
quello della gioia.
Gli chiedo,
vieni a prendermi,
portarmi sull’isola nera,
dove tutto attorno sole e vento forti,
come un oggi qualsiasi.
ho voglia di urlare. 
Ma poi che senso avrebbe,
farsi portare via,
siamo nell’era 
che un abbraccio e fuori tempo.
Potrei semmai chiedergli un desiderio,
che l’uomo sia meno crudele verso gli animali.
Si lo so,
e una richiesta particolare
ma sapete,
nella profondità dell’animo,
amo usare l’arma del galateo.
Ritengo sublime,
pensare all’amore di una crisalide di farfalla.
Non sono un Commisso qualsiasi,
anche se vorrei salire sulla ruota panoramica più grande del mondo 
e una volta in alto gridare al mondo;
“Mi avete rotto…”
Lascio intatto quel ricordo,
di colei che entra in questo poema.
Caduta da una stella,
sirena o magari regina di un solo cuore,
diviso a metà.
Ciò che desidero chiedere agli Dei 
e raggiungerla con una barca a vela
perdermi tra mari tempestosi
per non tornare mai più.

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