Cambiare Abitudini…

Buona sera, state cenando? Cosa state facendo di bello, pettinate per caso le bambole, vi state pulendo il naso dalle caccole, penso che ci saranno alcuni di voi che usano queste quattro righe che scrivo per avere uno stimolo quando sono seduti sulla tazza del water. Si siedono belli comodi, con il loro tablet, il loro cellulare ultima moda e mentre scaricano tutto ciò che il loro intestino ha centrifugato leggono e passano il tempo. La buon’anima di mio padre si leggeva un libro nel cesso. Mio padre era un folle, un pazzoide, si prendeva un libro, il pacchetto di sigarette e si chiudeva nel cesso a cagare. Passavano anche ore, gli bussavi alla porta chiedendo se aveva finito perché c’era qualcun altro che doveva pisciare. Il pazzoide cosa rispondeva? “Cazzi Tua.” Ci toccava andare dal vicino di casa, un fenomeno mio padre. Poteva arrivare un terremoto, un uragano, la fine del mondo, lui imperterrito seduto su quella tazza del water a leggere e a fumare. Infatti quando lo si vedeva andare a prendere un libro c’era un correre al cesso perché il folle si sarebbe preso il bagno tutto per se. Quindi ci sarà qualcuno di voi che passerà il tempo a leggere seduto sopra una tazza del water, anche se ci sono coloro che si siedono su di una tazza da Te, senza dimenticare l’uso anche del pappagallo. Non ricordo su cosa volevo argomentare stasera. E chi se lo ricorda? Bho! Ahh già ora ricordo. Pensavo stasera di cosa sarebbe il domani rispetto al presente oltretutto sapendo di quello di ieri. Non avete capito un fichetto secco? Allora mi spiego meglio. Pensavo a cosa potrebbe accadermi domani se dovessi cambiare le mie abitudini. Tutti noi sappiamo del giorno di oggi, quello appena vissuto ma non sappiamo cosa sarà il domani. Non ci avete mai pensato? Capisco che state dando retta ad un deficiente come il sottoscritto ma anchio ho le mie minchiate mentali. Ora faccio un resoconto improbabile di cosa potrebbe accadermi un domani. Non vi è mai capitato di camminare per strada e vedere un topo che cerca di attraversare la strada ma vede troppi brutti e sporchi umani? Io si, qualche tempo fa ero seduto in auto ad aspettare una donzella che scendesse. Sono quei momenti che le donzelle si mettono il pannolino, il profumino, il rossettino, il tacchetto che si rompe, gli dici un orario e scendono 40 minuti dopo. E stai lì ad osservare il mondo che ti circonda e ti capita un povero topolino che fa uscire la sua testolina per attraversare la strada ma ha paura, poveretto mi fanno pena i topi, che vita da cani. Dove eravamo rimasti? già appunto mettiamo caso io sia il topo e decido di rischiare e attraverso la strada in maniera insolita, può capitarmi di tutto. Appunto mettiamo caso domani mattina, mi alzo dal letto, vado in bagno, piscio, tiro fuori il biscotto e fo la mia prima pisciatina quotidiana, quella della Santa Fiorona, la Santa che benedice la prima pisciata del giorno. Una doccia fredda direi ghiacciata, la caldaia si è rotta, bene, iniziamo bene. Mi vesto e scelgo per cambiare una camicia bianca, bianca alla democristiana, quella nera ce l’ho ma è troppo da fascista. Poi una camicia sul violetto con strisce bluette, la tipica camicia da rimbambito. Ma domani decido di mettermi quella bianca. Prendo l’ascensore per la prima volta nella mia vita per scendere, di solito lo prendo solo per salire, appunto per cambiare l’abitudine. Si blocca, busso per far in modo che qualcuno mi senta. Una vecchietta del piano sotto mezza rincoglionita sente rumori molesti pensa che ci siano i ladri, chiama i carabinieri. Il cane della mia vicina gratta la porta dell’ascensore, tutti escono e pensano veramente che un ladro sia rimasto incastrato nell’ascensore, urlo che sono il tal dei tali, che abita all’ultimo piano, ma nessuno mi crede, perché sanno che io l’ascensore non lo prendo mai e scopro da dentro l’ascensore che i miei vicini sanno tutto della mia vita, che coglioni. Sono convinti che quello dentro l’ascensore è un ladro, si armano di bastoni, vogliono farmi la pelle, spero veramente all’arrivo dei cavalleggeri ossia i carabinieri che mi vengano a salvare. Per scrupolo lascio aperte le porte dell’ascensore, metti caso che il bastardo si riattiva questi me menano. Eccoli arrivare i carabinieri, richiudo le porte e il bastardo del ascensore si muove e proprio una giornata di merda. Si aggiusta il disguido mi riconoscono. Vado al bar, il solito? No! cambio, questa volta una spremuta d’arancia, di quelle belle rosse. Wow qualcosa di diverso, sto per bere che un vecchietto orbo non mi sposta quel tanto che la spremuta finisce un po’ nel mio stomaco e un po’ sulla candida e meravigliosa camicia da democristiano. Puttana Eva, bestemmio ad alta voce, al bar tutti si girano, uno stronzo con un anello al naso si fa il segno della croce. Mi domando ma come si fa ad andare in giro con un anello al naso, peggio dei trigliceridi del Peloponneso. Camicia sporca di rosso, ben visibile. Devo tornare a casa ma non trovo più le chiavi di casa, azzarola maledetta, sono finite dentro l’ascensore. Pazienza ci penseremo stasera alle chiavi, vado in ufficio. Prendo il metrò, e non l’auto perchè l’auto quella mattina decide di non partire. Salgo in metrò con la camicia sporca di rosso, che potrebbe sembrare sangue.La sfiga non viene mai sola e sul metrò chi ti incontro, una mia vecchia amica di lunga data, una tipa un po’ strana. Mi dà un bacio sulla guancia. Azz! ha un rossetto così rosso che ci vorrebbe il porto d’armi per indossarlo. Mi ritrovo una guancia con la forma rossa di labbra carnose, al momento non ci faccio caso perché la mia testa è alla risoluzione della problematica delle chiavi del cazzo, figurati se vado a pensare alla guancia rossa. Arrivo in ufficio pensieroso, un mio collega mi fa notare l’impronta sulla guancia e ride come un cretino. Che cazzo ti ridi pirla ho perso le chiavi di casa. Un’altra collega mi fa notare la camicia, ed io iniziò a spazientirmi e ci vado giù pesante. E gli dico;
”Sai ho avuto una notte così passionale che prima di andarmene di casa nel mentre mi mettevo le scarpe, la donzella si è strisciata sulla mia camicia ma in quel momento gli erano venute le sue cose e quindi si è sporcata la camicia, e per fare 31 dopo il 30 mi ha messo una condizionale sulla guancia.” Alla fine penso che è rischioso cambiare le proprie abitudini, quindi anche voi cari coglioncelli state attenti. Può capitarvi di tutto. Ora mi bevo l’Armagnac, uno dei migliori brandy al mondo, mi è stato regalato. Di solito a me regalano alcolici, perché sanno che sono un alcolizzato. Solo una volta un amico mi ha regalato un maglione, bello anche, rimango un po’ stupito, e poi gli dico;
“Ma scusa, al maglione non c’è per caso allegata anche una bottiglia di Whisky?”

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