Italia Mondiale 78/82…parte 01

Che caldo in queste giornate estive, capitanate dal signor luglio, che tra i dodici mesi dell’anno è sempre stato il più incazzato. Mentre quello di dicembre il più buono. In questi giorni c’è stato il ricordo dei quarant’anni dalla grande vittoria del mondiale di calcio del 1982, da parte della nazionale italiana più forte di tutti i tempi. Comprendo che non tutti sono d’accordo da definire quella del quadriennio 78/82 la più forte nazionale di calcio italiana più forte di tutti i tempi. Senz’altro questi parlano senza conoscere la storia dei mondiali di calcio. I mondiali di calcio fanno parte di un qualcosa di alternativo a quello che può sembrare normale. Ciò che voglio esporre è una magia particolare, di cui fa solo parte il “Mondiale di Calcio” Per vincere questa competizione ci vuole non solo la bravura, anche un po’ di fortuna e soprattutto, l’ingrediente più importante di cui deve avere una nazione partecipante ad un campionato mondiale di calcio è “La Storia” o come dicono altri “La Tradizione”

Come avete constatato ho usato il termine “Quadriennio”

Non è facile stare in vetta per quattro anni, all’inizio arrivi sul podio, poi quattro anni dopo, arrivi primo. Questo si chiama quadriennio trionfale.

Piccolo esempio, di quando Peppino di Castellamare di Stabia tentò per due volte in quattro anni di volare, buttandosi dal primo piano di casa sua, scommettendo che avrebbe al primo tentativo, si, rotto un braccio ma al secondo tentativo, quattro anni dopo, di poter riuscire a volare. La stessa persona, ossia, lo stesso Peppino, con lo stesso preparatore, con addosso la stessa maglia a fiorellini, con dei mutandoni di suo nonno Salvatore, abbelliti da un enorme chiazza scura sul dietro, da rendere elettrizzante il tutto, era convinto di riuscirci. Al primo tentativo si ruppe solo un braccio, con la marea di persone, tutti ad osservare dall’altro lato del marciapiede, convinti che avesse avuto solo fortuna al primo tentativo, ma che passati quattro anni, si sarebbe rotto l’osso del collo. Difatti al secondo tentativo non riuscì a volare ma si ruppe la testa e morì. In giro per il mondo tutti tentarono, un matto a Copenaghen, morì al primo colpo, un tizio a Sidney, anche lui morì al primo colpo. Un fattorino di Rosario in Argentina, al primo tentativo si ruppe solo la mano, fu miracolato, ma anche lui, come Peppino, quattro anni dopo non riuscì a volare. Al secondo tentativo si ruppe entrambe le gambe.

Questo è un piccolo esempio, per dimostrare che nella competizione del campionato mondiale di calcio, in pochissimi fecero due imprese positive in quattro anni. Per questo ritengo che dal dopoguerra, Ungheria 50/54, Brasile 58/62, Olanda 74/78, Italia 78/82 e Spagna del quadriennio 2008/2012, sono state le “Cinque Nazionali con le Stigmate”. La Spagna di quel quadriennio risulta ad oggi, la più forte nazionale di tutti i tempi, perchè riuscì a vincere 1 mondiale e 2 europei in 4 anni. Non so se mi spiego ”In QUATTRO ANNI”

Alcuni di voi diranno ma le squadre dei club?

Le squadre di club sono create finanziariamente, costruiti con i soldi, avendo stranieri, diciamo è un’azienda. A parte la Juventus 1976/79, non esiste nessuna squadra al mondo ad aver vinto una competizione europea con soli indigeni in rosa. Indigeni intendo tutti della stessa nazione di appartenenza del club in questione. Quella Juventus, che poi riforniva di 9 giocatori su 11 la nazionale italiana, guarda caso, contribuì alla creazione della nazionale italiana più forte di tutti i tempi. In Argentina ai mondiali del 1978, l’Italia schierò 9 giocatori su 11 tutti dello stesso club.

Parlando di club, lungo la storia, dal dopoguerra ad oggi, del calcio italiano, c’è stata la Grande Inter negli anni 60 ma era fatta, in gran parte di stranieri, c’è stato il Milan di Berlusconi ma aveva troppi stranieri, usando troppo spesso il blocchetto degli assegni.

Non amo parlare di club, il club sono la parte più brutta del calcio.

Parlo della nazionale, dove i calciatori della stessa nazione, senza l’uso di calciatori stranieri, si sfidano con le altre nazionali del mondo. Li si vede “Lo Stato di Salute” di una nazione pallonara. Il Campionato mondiale di calcio è l’evento più importante in tutto il pianeta Terra. Ogni volta che si svolge la competizione, ci sono circa 2 miliardi di spettatori alle prime partite, fino ai 5 miliardi di spettatori dalle semifinali alla finale.

Il mondiale di calcio è molto più che magia, l’oppio dei popoli. L’oppio del popolo povero. “I Mondiali di Calcio.” Lo sport dei poveri, lo sport dei disgraziati, precisamente la competizione che copre i cinque continenti. Il calcio e sempre stato definito lo sport del ceto povero, perché basta un pò di carta, un pò di scotch e fai una palla, puoi giocarci a piedi scalzi, non servono le scarpe. Il calcio per praticarlo e sufficiente un pezzo di strada, due semplici sassi per fare le due porte. Per praticare il calcio non ci vuole nessuna laurea, volendo non serve neanche andare a scuola, puoi essere anche un’analfabeta, non devi essere alto né basso, neppure bello ne brutto. Puoi giocarlo con chiunque, femminucce e maschietti volendo a livello amatoriale. Non devi essere principalmente bravo, puoi essere anche una schiappa, non ti giudica nessuno. Altri sport ci vuole un determinato fisico, ci vuole un campo adeguato, nel Tennis devi comprarti la racchetta, devi avere un campetto specifico. Nella Pallavolo idem, nel Nuoto devi avere una vasca, devi avere l’acqua anche se ci sono dei deficienti che nuotano facendo finta che ci fosse l’acqua. Anche per Sciare ci vuole una pista, la neve, degli sci belli costosi. Il Golf ci vuole l’equipaggiamento, potrei andare fino all’infinito. Il calcio si gioca anche in Kenya, fino alla Groenlandia in partitelle tra eschimesi e pinguini con l’uso di pinne e una pallettina di ghiaccio, da far la palla. Come non puoi dire ad un Zairese di giocare a Basket, ti dice che cosa e? Non puoi dire ad uno della Costa Rica che vive nei sobborghi, senza neanche un tetto decente, di giocare a Hockey su Ghiaccio. Gli dai una sgangherata palla ed è felice, più se dovessi dargli un tetto e quattro mura raffazzonate. Anche la Formula 1 o le gare di Moto sono tutti sport per gente con i soldi. Il calcio no, il calcio per alcuni sociologi e puro misticismo. I mondiali di calcio è un mix di magia e sociologia di popoli.

Ora vi racconto la vera storia dei mondiali di calcio, il perché sono nati e tutti i suoi misteri. Tutto ebbe inizio da un uomo, Jules Rimet, da giovane era un ragazzo normalissimo, alla mattina a scuola, al pomeriggio a fare il garzone alla drogheria del padre. Poi nel fine settimana dalla mattina alla sera, la passava per le strade del sobborgo di Parigi a giocare a calcio, grazie ad una palla creata con dello scotch, tipico modo di costruire una palla in uso in ogni parte del mondo. Passavano ore e ore i giovani tra le stradine di Montmartre, a correre dietro a questa maledetta palla. Ogni volta che si frantumava, prendevano dell’altra carta, presa tra i rifiuti e dello scotch grazie alla generosità del cartolaio che ne aveva così tanto, che lo donava ai ragazzotti di Montmartre. Negli anni a seguire Jules Rimet proseguì con gli studi, come ad aiutare il padre in drogheria. Diventa avvocato, e inizia a capire il benessere sociale che dava quel cavolo di gioco, chiamato calcio. Definì il calcio un’aggregazione di persone di vario genere, etnie e stato sociale, un povero e un ricco di fronte ad una palla che rotola sono di pari livello, non esiste nessuna distinzione. Scrive anche poesie Jules Rimet, tra una causa in tribunale e una partitina di pallone tra le aule del tribunale. Era un bel casino ogni volta che dal cestino si raccoglieva un pò di carta per poi legarla con dello scotch. A volte capitava che si frantumava un vetro del tribunale. Jules Rimet fonda la prima squadra di calcio francese, la “Red Star.” Poco dopo crea la Ligue Football Association francese, il primo campionato di calcio dilettantistico francese. Fonda la federazione calcistica francese e ne diventa presidente. Si batte nel voler trasformare il calcio da dilettantistico a professionistico per permettere alle classi povere di avvicinarsi al calcio. Entra a far parte della FIFA Federazione Internazionale Football Association. E inizia a ideare il “Primo Campionato Mondiale di Calcio” Ma non tutte le federazioni internazionali sono d’accordo, non è semplice in un mondo pieno di divisioni nazionalistiche, oltretutto dopo la fine della I Guerra Mondiale. Jules Rimet alla fine convince alcune nazioni a partecipare al primo mondiale di calcio da giocarsi ogni quattro anni. Viene assegnato il primo mondiale all’Uruguay dall’altra parte dell’Oceano. Un imprenditore uruguayano, si era detto disponibile a tirare fuori di tasca sua tutte le spese necessarie per lo svolgere del mondiale. Quali era queste spese? Il trasporto delle squadre. Per una squadra europea attraversare l’oceano era costoso. Non tutte le federazioni calcistiche volevano andare in Sudamerica, attraversare via nave l’oceano Atlantico era alquanto costoso e non tutti i governi nazionali avevano soldi da buttare per un fottuto mondiale di calcio, dove 22 cretini in mutande corrono dietro ad un pallone. Ecco che ci fu il benefattore, mise tutto di tasca sua pur di far nascere il primo campionato del mondo. Per la nazionale di calcio rumena si interessò il futuro Re Carlo I che si mise daccordo con i datori di lavoro dei calciatori dilettanti rumeni. Perché si erano rifiutati di andare per paura di perdere il posto di lavoro. Ci fu in Romania un decreto legge ad hoc, per impedire il licenziamento degli operai che dovevano andare a giocare a pallone dall’altra parte dell’oceano. Nella partita Romania Perù ci fu la prima espulsione della storia. Un calciatore peruviano fu espulso perché ruppe una gamba ad un calciatore rumeno, lo rincorse per tutto il campo fino agli spogliatoi, e gli ruppe una gamba. I motivi nessuno li sa, sono passati oltre 80 anni e ancora e rimasto un segreto. Romania-Peru ha un altro record, risulta essere ancora oggi la partita in tutta la storia dei mondiali con il minimo di spettatori, solo 250 spettatori, dopo anni si venne a scoprire, che erano dei senza tetto che furono pagati per fare gli spettatori. Successe pure un fatto anomalo nella semifinale Argentina Stati Uniti il medico della formazione americana per protestare contro una decisone arbitrale entrò in campo e inciampò finendo a terra scaraventandosi addosso una bottiglia di cloroformio, fu salvato successivamente dal medico degli argentini, finì il tutto a pizza e fichi tra l’ilarità, soprattutto dell’arbitro. Nell’Uruguay giocava un calciatore senza una mano, fu soprannominato dal radiocronista che trasmetteva le radiocronache “Il Monco” non fu mai chiamato con il suo vero nome. Guillermo Stabile fu il capocannoniere della competizione ma fu al mondiale per puro caso. Il vero titolare Roberto Cherro fu obbligato a concludere l’esame universitario, fu rinchiuso nella scuola dai genitori, sorvegliato a distanza, per questo Guillermo Stabile fu richiamato dal suo hobby di pescatore. Segnò una valanga di gol il pescatore Stabile. Per l’occasione del primo mondiale in Uruguay fu costruito il primo grande stadio al mondo. “Il centenario di Montevideo” di oltre 90.000 spettatori. Voi potete immaginare 90.000 spettatori nei primi anni 30. L’Italia non partecipò perché aveva litigato con la federazione uruguayana negli anni prima per via di molti calciatori uruguayani divenuto cittadini italiani per permettergli di giocare nella nazionale italiana. Si chiamavano questi “Oriundi.” Se un calciatore uruguayano aveva avuto un nonno italiano o magari un bis nonno di origine italiane veniva ingaggiato per la nazionale italiana, tipiche leggi dell’allora Regime Fascista, che non era mai stato contro gli stranieri, come in tanti vogliono etichettare. Del resto, un bambino della scuola elementare di Pisa in un compito in classe, scrisse sul tema (definito gli immigrati) “I mammalucchi, se portano soldi, sono ben accolti in Italia”

Fantastico, il termine in uso ai tempi “Mammalucco” era fin dai bambini che facevano il lavaggio del cervello, dicendogli che gli stranieri buoni sono quelli che portano soldi in Italia. Il Regime Fascista era furbo, difatti nazionalizzava con una legge tutti i calciatori stranieri, per poterli schierare nella nazionale italiana. Un modo in vigore poi nei decenni futuri, del resto tutte le leggi fasciste, circa il 99% non furono mai cambiate, in Italia cambiarono solo le camicie che indossavano i politici italiani, da nere diventarono bianche.

Quindi per bisticci vari, l’Uruguay non voleva a casa propria la nazionale italiana. Viene ideata la Coppa che prende il nome proprio di Jules Rimet e viene creato anche il regolamento. La Coppa è una sola e viene tenuta per quattro anni in casa della nazione che vince il mondiale. Successivamente la Coppa viene riammessa alla sede successiva e messa ancora in palio. Coppa Rimet definita “La coppa dalle ali dorate” viene costruita dallo scultore Abel Lafleur. 30 cm di altezza, dal peso totale di 4 kg di cui 2 kg di oro puro. La coppa raffigurava la Dea mitologica Nike, rappresentante la Dea della vittoria dorata. Solo la nazione che la vinceva per ben tre volte aveva l’onore di tenersela per sempre. Nel 1970 il Brasile vincendola per tre volte se la portò a casa definitivamente. Fu sostituita da un’altra coppa. Ci fu un bando internazionale per scegliere la nuova coppa del mondo. Ecco che da Milano si mette all’opera un certo Silvio Gazzaniga, che chiudendosi nel suo laboratorio per una settimana a pochi metri dal Castello Sforzesco crea l’attuale Coppa del mondo, raffigurante due atleti che sollevano il mondo. Alla Fifa vennero viste più di 1500 sculture provenienti da ogni parte del mondo. Viene scelta la scultura di Silvio Gazzaniga, un piccolo orafo artigiano, che faceva piccoli gioielli su ordinazione per gli aristocratici meneghini. Gazzaniga grazie a quel capolavoro diventò famoso in tutto il mondo, gli commissionarono poi la maggior parte di coppe di ogni disciplina sportiva esistente al mondo. Era un cazzo di nessuno, ma si può sapere, chi gli ha detto di rinchiudersi nella sua fottuta bottega di 4 metri per 4 e creare una meraviglia come l’attuale Coppa del Mondo. Invece la Coppa Rimet portata via definitivamente dal Brasile venne poi rubata e non più ritrovata. Una leggenda metropolitana dice che l’oro fu sciolto in vari piccoli lingotti e ben conservati da qualche collezionista. L’attuale coppa del mondo solo nel 2038 sarà definitivamente data alla nazione che la vincerà più volte dal 1974 in poi. Fino ad allora dovrà girare ogni quattro anni da mani in mani, da nazioni a nazioni.

(fine Prima parte)

La foto straordinaria, (con tutti che cercano di stare vicino al trofeo) è dopo la premiazione avvenuta nel 1938 a Parigi, quando Jules Rimet consegna la coppa del mondo a Giorgio Vaccaro presidente della Federazione Gioco Calcio Italiana, dopo la vittoria del campionato del mondo dell’Italia, avendo battuto in finale l’Ungheria per 4a2. Da notare che l’Italia era farcita di calciatori detti “Oriundi” ossia calciatori stranieri con passaporto italiano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.