Talete di Mileto…

Nel lontano 597 a.C. Jean Luc Morasy si trovò dinanzi a Talete di Mileto.
Era solo,seduto su di un masso ad osservare il cielo su di una cima di un monte che guardava nell’infinito a strapiombo su acque agitate, così agitate che desideravano che lui si buttasse per accoglierne la pura sapienza.
Morasy lo fermò appena in tempo, lo afferrò per evitare che si lanciasse nel vuoto.
Talete rimase sorpreso dalla presenza di quello strano individuo, che portava dei guanti scuri che nascondevano le mani.
Morasy gli domandò del perchè desiderasse buttarsi nell’ignoto.
“E stata una voce a volerlo” rispose Talete.
Furono poi i guanti che portava Morasy a destare curiosità nel filosofo che gli chiese cosa fossero quelle cose scure al posto delle mani.
Morasy rispose” sono le mani delle stelle,che per raggiungere il mondo terreno lasciarono la loro luce lassù nell’infinito”.
“Ma tu chi sei, uomo strano dalle mani di stelle oscure”
Io sono solo un messaggero delle acque pure, ho evitato che tu finissi tra le bocche agitate dalle acque sporche.
Quei guanti per Talete erano il segno di un presagio, andò a raccontare per tutta Mileto che la terra è una semplice barca che galleggia tra le onde agitate degli oceani che a volte diventino così scure che solo la morte le può abbracciare, questo provocherebbe i terremoti, e solo le stelle buone lo possono evitare.
Tratto da “I Viaggi Strani di Morasy”

Talete

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