Guardare il Cielo…

Buonasera a tutti i belli e i brutti, ai cattivi e ai buoni. Oggi nel mentre stavo tornando a casa ho visto un incidente d’auto, niente di grave, qualcuno distratto non si e accorto che quello davanti si era fermato. Il tipico impatto elementare tra due automobili. Sono degli imprevisti. Volevo parlare appunto degli imprevisti che capitano durante la propria vita. A voi non capitano mai degli imprevisti, notizie che non aspettavate, una distrazione mentre prendete un bicchiere e vi cade in terra. La vita è piena di fatti che non ti aspetti. Ora vi racconto una storia, accaduta un tre, quattro anni fa. Diciamo recente ma vi consiglio di prepararvi a sentirla perchè vi sembrerà assurda, comunque sono le cose assurde che sono più reali di quello che si pensi. Ogni cosa che vi capita nella vostra vita e irreale ma poi riflettendo capite che capitano. Il caso a volte vi fa incontrare persone che non pensavi di dover conoscere.  A me sono capitate di continuo casi anomali, casi fuori dal comune che al momento ti fai una risata. Al professore Kruge dissi se ci sono persone predisposte a imprevisti continui nella loro esistenza, sia dal punto di vista positivo che negativo. Mi rispose; “Ci sono predisposizioni, come degli aloni misteriosi che fa si che la mente umana si trovi a prendere decisioni istantanee associati a degli imprevisti che molte volte sono positive o altre volte negative.” Basta ciance andiamo al sodo. Avete cenato? Vi siete ingozzati? Avete ben bevuto sperando che qualcosa vi vada di traverso, sapete che è utile che un qualcosa che bevete vi faccia tossire bruscamente e vi crei un piccolo trambusto. Si dice che fa bene al cuore, lo rende allenato. La stabilità mentale e fisica non va bene, il vostro cervelletto e il vostro fisico deve avere degli scossoni. Provate qualche volta ad andare su di un tetto bello alto (non fatelo se non ne siete capaci) camminate lungo la linea dei coppi. I coppi sono gli incroci di un tetto con le tegole. Quando il tetto di sinistra si incontro con il tetto di destra, li chiudi con dei coppi in alto. Ecco camminate li, lungo la linea dei coppi, poi passate all’altro tetto e provate a camminare per la città attraverso i tetti. Attenti a non trovare qualche persona normale che chiami il 113. Poi accade che arrivano quelli del 113 e li costringete a salire anche loro sui coppi iniziando poi a sacramentare mentre voi ridete, ovvio che poi si incazzano. perchè vi vedono che ridete mentre loro devono stare attenti a non fare da paracadute per i piccioni, quindi non fatelo. Se poi siete bravi non vi raggiungeranno mai, perchè sono intenti a non finire di sotto. Io posso camminare per i tetti attraverso la città, solo gli artisti possono farlo. A Milano poi i tetti sono comunicabili tra loro, soprattutto su tetti che si differenziano al massimo di un metro tra un tetto e un altro. Sei in contatto con il cielo e poi una volta ogni tanto fate una sputatina giù, giusto da mettere un goccio della vostra saliva in testa di qualche fortunato individuo, non esagerate però, se no quello del piano di sopra vi bacchetta e il giorno che andrete in purgatorio a ritirare il foglio di via, potrebbero farvi delle osservazioni. Capace che quando vi capiterà di trovarvi nella grande sala e sarete in fila per aspettare il vostro turno con il numerino che sarà 123456789 e quindi vi toccherà aspettare fino l’eternità. Quando sarà il vostro turno, l’omino vi guarda in faccia e vi dice “Eri tu il deficiente in questo video?” E voi vi guardate mentre camminavate sui tetti e poi capirete che in Purgatorio sanno tutto di voi. Quindi non esagerate. Quando salite sul tetto non abbiate nulla tra le mani, potrebbe cadervi e creare guai a chi se lo troverà in testa. Cercate di avere anche le tasche vuote di monete, abbiate scarpe comode e non dovete avere paura del vuoto. Vi renderete conto che il cielo è molto più vicino di quello che pensiate. Ah dimenticavo di dirvi di sorridere alla telecamerina che al Purgatorio hanno tutta per voi. Di solito e piazzata davanti, tranquilli non sono i vostri fottuti selfie. Sono i cameramen del Purgatorio, sorridetegli. Quando vi faranno vedere il video quando sarà il vostro turno e come se ridete a voi stessi. Però mi raccomando non camminate sul tetto, non fatelo se non ne siete capaci, sembra facile salire in cielo e pensare di essere in grado di stare in equilibrio. L’equilibrio per prima cosa e mentale e poi fisico. State in mezzo sempre, il coppo e la linea centrale e così anche nella vostra vita, state sempre in mezzo in totale equilibrio con voi stessi e con il mondo. So cosa state pensando e cosa volete domandarmi. Io sul tetto ho iniziato a salire da ragazzo, prima come spacciatore di palloni, recuperavo i palloni sul tetto di un teatro e poi li rivendevo. In quel tetto ero l’unico demente in grado di salire. Poi diventai più sofisticato, salivo sul tetto dei condomini per divertirmi. Citofonavo e una vocina mi diceva; “Chi e?” Ed io cambiavo risposta ogni volta, un giorno; “Il lattaio.” a volte “Il panettiere.” altre volte volevo strafare “Il beccamorto.” altre per ridere “Sua santissima Trinità.” Tante volte dall’altra parte ricevevo un bellissimo e squillante “Ma vaffanculo!” Soprattutto quando davo voce alla Trinità. Avevo molta collaborazione dal condomino alla parola “Sono il beccamorto” e al “Lattaio.” Aprivano sempre, nel primo caso penso toccandosi, al secondo che al latte non si rinuncia mai, in un periodo che le latterie erano piene nelle città soprattutto a Milano. Entravo nei condominii e andavo sul tetto ma prima però dovevo lasciare una mia firma del mio passaggio. Quale? Spostavo gli zerbini, quello del piano di sopra al posto di quello del piano di sotto, creando caos. I condomini più audaci avevano il vizio di lasciare il porta ombrelli con gli ombrelli, appunto li portavo da un’altra parte. I più sfigati vedevano sparire il loro sacchettino del pane e il bel litro di latte che avevano davanti la porta, lo li portavo da un altro, giusto per farli litigare tra loro. A volte capitava di spostare anche le lettere delle caselle postali. Meraviglioso uno che apriva la lettera del vicino di casa e lo stesso vicino apriva la lettera di quello del piano di sotto, bellissimo, ognuno scopriva i segreti dell’altro. Che ridere quando mi fischiavano le orecchie qualche giorno dopo, significava che qualcuno ti pensava intensamente e amorevolmente. Poi andavo sul tetto tutte le volte, era sempre aperto. Uscivi, guardavi il cielo e andavi in un altro stabile passando dal tetto. Potevo percorrere anche centinaia e centinaia di metri tra un tetto e un altro. Qualche volta è capitato molto raramente ma è capitato soprattutto nei mesi caldi di luglio e giugno che ti trovavi le belle famigliole alla domenica che pranzavo sul terrazzo sotto un tendone. Vedevano comparire me da un altro tetto e dicevano “Chi cazzo e questo?” Io rispondevo “Tranquilli fratelli, sono stato mandato da Gesù cristo a controllare che siate andati tutti alla messa domenicale.” Tante volte rimanevano a bocca aperta senza fiatare ed io come se niente fosse me ne andavo. Raramente capitava che mi dicevano “Ce un piatto in più fratello mandato da Gesù cristo, sei il benvenuto.” La gente e strana, molto strana così strana che a volte io sono più normale di quello che si pensi. Azzarola alla fine ho perso il filo, dovevo raccontare la storia, ho parlato d’altro, pazienza la racconterò alla prossima volta….(Continua)

Dipinto del pittore inglese Joseph Wright of Derby, ben conservate al museo americano di New Haven nel Connecticut. Museo dove c’è la più grande raccolta d’arte britannica. Museo Yale Center British Art donato dalla famiglia Mellon, una delle famiglie insieme ai Carnagie tra le più ricche di tutti i tempi.

Accompagnamento musicale della mitica Cesaria Evora, cantante angolana, con il brano “leggerezza” come quando si vola su nel cielo.

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