La Cena dei Mondi Opposti…

Chissà cosa è successo nella cena di una sera di un paio di mesi fa con i cinesi in un locale appositamente chiuso al pubblico. Con il Dio quattrino si può prenotare un intero ristorante, far chiudere la serranda (meglio nel giorno di chiusura) mettere un tavolo in mezzo alla sala, luci tenue e un menù personalizzato con il vino assolutamente scelto. Per gli ospiti cinesi provenienti in quel di Pechino abbiamo scelto due tipi di vino, uno bianco e uno rosso. Quando c’è una cena di lavoro ci vuole il giusto accompagnamento liquido per le viscere del’intestino e degli accoliti company di merende, come il fegato, le budella e per finire anche il biscotto, giusto per quando scarica nella sana tazza del water ha bisogno di sentire tra le sue canaline lo scorrere del nettare dei Dei. Per l’occasione era giusto un vino bianco dal nome Est!Est!Est! di Montefiascone. Attorno a questo vino c’è un’antica leggenda. Nel lontano 1100 il vescovo Johannes Defuk accompagnò Enrico V fino a Roma dal Papa Pasquale II e prima di partire da Aquisgrana per giungere in Vaticano, fece andare il suo servo Martino giorni prima a fermarsi durante il viaggio ad ogni locanda. Martino provò decine, centinaia e migliaia tipi di vino. Dove trovava del vino buono, scriveva sulla porta d’ingresso la scritta “Est” Il giorno che provò quello della locanda di Montefiascone scrisse per ben tre volte Est,Est,Est. Il Vescovo Defuk si fermò in quella locanda e mentre Enrico V si fece incoronare dal Papa, il poveretto si rinchiuse su di una camera al piano di sopra alla locanda con decine e decine di bottiglie, bevendo così tanto che ci rimase secco. Raccontai questa storia oltretutto vera, pure ai cinesi che ne rimasero affascinati. Vi insegno che quando avete una cena di lavoro con dei clienti, prima di parlare di lavoro dovete aprire altri argomenti. Serve per metterli a loro agio e fidarsi di voi. Sono tecniche di approccio con chi deve poi dire Si ad ogni vostra proposta di vendita o di acquisto. Porca paletta quanto hanno bevuto quella sera i cinesi. Il vino rosso invece avevamo scelto un dolcetto del Piemonte. Come antipasti sono giunti vari affettati e tra fette di salame, prosciutti e mortadelle, per i cinesi era perfetto. Si era messo sul tavolo il primo dossier di lavoro. Riguardava sempre compravendite in terre africane, dove il governo cinese è altamente interessato da sempre. Poi mettiamo sul tavolo il carico da 11. Nel gioco delle carte, in un determinato gioco, significa giocare pesante. Racconto una storia ai cinesi, che rimangono altamente interessati. Gli propongo l’eliminazione fisica del capo della Corea del Nord, il signor Kim Jong Un. I due funzionari cinesi a questa storia sembrano molto più interessarsi e ci domandano come faremo a eliminare Kim Jong Un. E partiamo prima a raccontare la storia di Kim. Kim Jong Un ha una moglie, la ex cantante Ri Sol Ju, se ne innamorò ad un suo concerto nel 2009, la sposò dopo una settimana. I due piccioncini hanno tre figli. La cosa interessante è che il nostro amico Kim Jong Un ha un’amante, anch’essa ex cantante si chiama Hyon Song Wol, dalle foto è più carina, poi con quel vestitino tutto attillato è uno spettacolo. Kim adora guardare i film di Walt Disney, come ama il gioco del basket, il suo idolo è Michael Jordan. La cosa interessante è che quando studiava in Svizzera da ragazzo, precisamente a Berna, nella sua stanza c’era una parete intera tappezzata dal poster del campione americano. Arrivano i maltagliati all’amatriciana, fumanti e con un profumo che è stato d’obbligo abbandonare le scartoffie. Mamma mia che bontà, con il nettare di Montefiascone era la morte sua. I due funzionari cinesi apprezzavano non solo il vino ma anche le pietanze. La storia prosegue, la vita privata del nostro amico Kim Jong Un. Va pazzo per il buon vino, mangia sempre formaggi, va pazzo per quello svizzero, sarà forse perché da ragazzo quando era al college, dalla mensa si barattava con i compagni l’emmental con i soldi che gli rifilava il padre. La sua follia per l’emmental ha proseguito fino ai giorni nostri, infatti se ne fa portare una forte quantità da Zurigo via Pechino. La moglie adora Chanel e Christian Dior, ama anch’essa il vino e la nutella. Ecco giungere il secondo, un filetto al pepe verde, accompagnato da verdure grigliate. Arriva il secondo vino della serata, il dolcetto. Spiego ai funzionari i minimi dettagli di Kim, le caratteristiche caratteriali del nostro amico, le cose che non gradisce, il vestiario che porta, come pure le ore di sonno, se prende medicine, se soffre di qualche disturbo. Puttana Eva com’era fantastica quella carne, ne gustavo la limpidezza del sapore, ogni sua masticazione era un principio di delirio, tenera. Cibo e sesso camminano a pari passo, sono orgasmi in modi differenti. Il vino che scorre in gola per ricominciare un nuovo amplesso vale come si dice il prezzo del biglietto. I cinesi si divertono, tra queste storie del cazzo, pure la traduttrice si diverte. Noto l’avvenenza di colei giunta con i nostri due ospiti. Occhi a mandorla capelli lunghi, un rossetto rosso fiammante, sembra una bambolina uscita dal luna park di Roccabernarda. Forse dopo ci farei un pensierino, del resto non ho paura a sussurrare in un orecchio di questa donzella “Vuoi far l’amore con me?” Ovviamente in italiano, tanto lei lo capiva, erano i due funzionari che non capivano un cazzo della lingua italiana. Su quel tavolo c’erano due mondi opposti, due italiani e due cinesi, in mezzo la bambolina che traduceva tutto. Mentre assaporavo quel ben di Dio, spiegavo ai due funzionari il modo di giungere a Pyongyang. Entrare tra le grazie del nostro amico e giungere così vicino da poterlo eliminare lentamente, il giusto tempo di poter uscire dal paese sano e salvo. Mi fermai di colpo, decido di concludere la storia cambiando argomento. I due cinesi sono maledettamente curiosi, vogliono sapere come si potrebbe eliminare Kim. Sorrido e gli presento i documenti da firmare. Li vedevi nei loro occhi, la voglia di sapere. Firmarono tutto, chissà chi cazzo ci fosse scritto su quei fogli, pure la merda, loro la firmarono. La mente umana che anima bastarda che è. Per me la cena di lavoro si sarebbe conclusa su quei fogli ma niente da fare, volevano sapere come si sarebbe potuto ammazzare Kim e filarsela via senza lasciare traccia e impronte. Chiedo gentilmente alla traduttrice il rossetto. Lo appoggiai sul tavolo. Si, proprio al centro del tavolo, il rossetto rosso della bella cinese. Rimangono imbambolati su quel rossetto. Non finisco il filetto, ne lascio un pezzettino. Voglio assolutamente passare al dolce. Avevamo chiesto al ristoratore rigorosamente una torta che avesse il limone, qualsiasi non mi interessava, bastava che aveva i limoni. Da accompagnamento un buon moscato del pavese era perfetto. E nel dolce che concludo ai nostri due amiconi la storia, ossia il piano per eliminare mister Kim. Espongo il piano, consisteva nello spacciarsi per un rappresentante di vini pregiati essendo mister Kim un appassionato di vini. Tramite il governo di Pechino, fidato consigliere di Kim, con delle belle referenze fa in modo che venga invitato a Pyongyang. Kim si fida dei cinesi, e il loro venditore di tutti i beni necessari per la Corea del Nord. Giungo nella residenza di Kim con una mia finta moglie, portandosi dietro tutto l’armamentario di trucchi e company, tra questi attrezzi del gentil sesso c’è il fatidico rossetto della salvezza. Tra i tanti rossetti che la signora del venditore di vini si porterà ce ne sarà uno finto, dove al suo interno ci sarà una piccolissima quantità di plutonio liquido, ne basta una piccola goccia all’interno di un bicchiere di vino che il signor Kim beverà in mia compagnia. Sarò io a introdurre il plutonio nel bicchiere. La quantità dovrà essere minima per darmi il tempo necessario per uscire dal paese. Una goccia di plutonio in un bicchiere di vino fa il suo effetto dopo tre/quattro giorni. Quando parlo di goccia è la quantità che fuoriesce da un collirio. Quindi, ricapitolando, ci vuole una moglie finta, una scatola contenente sei vini tra i migliori in circolazione, un dono da dare alla moglie Ri Sol Ju, sapendo che ama Christian Dior gli farei un Poison Hypnotic. Il rossetto da modificare, introducendo un beccuccio sigillato con all’interno una goccia di plutonio. Lo stesso Plutonio da procurarsi nel mercato nero della città russa di Arcangelo nella regione di Oblast. Ad Arcangelo c’è un ex militare del Kgb che quando cadde il muro rimase senza lavoro e decise di lavorare per i fatti suoi. Molti pensano che la caduta del muro del 1989 non creò problemi. Ne fece molti di problemi, nacquero i cosiddetti “Esodati” del sistema che dava ordine e stabilità al mondo. Alcuni hanno trovato un’occupazione nelle organizzazioni criminali, altri invece hanno aperto un’attività in proprio nella vendita di armi, e sostanze radioattive, tra cui il plutonio. Quella sera la cena proseguì con un caffè. Io e il mio socio ristretto mentre i due cinesi alla americana. La sera era diventata notte, i camerieri se ne erano già andati, il proprietario del locale era seduto poco distante, dormiva su di una sedia e si sforzava a stare sveglio. A me garbano i superalcolici, chiesi una bottiglia di un buon sano whisky mentre i cinesi iniziarono a ingurgitare un liquido che si chiama te, così bollente che si innalzava una fitta nebbia tra quella penombra. Io e il mio socio andavamo invece a Jack Daniels, la bottiglia del Tennessee continuava a scendere di livello, millimetro su millimetro. Gli ultimi istanti della fatidica cena la dedicai alla traduttrice. Gli parlavo in italiano e lei rispondeva in italiano. I due funzionari cinesi non capendo un cazzo di italiano, ci guardavano mentre noi discutevamo su tutto, il cielo, il mondo, la vita e un’uscita a due per la sera successiva. Alle 2.00 del mattino si concluse con una stretta di mano e i documenti firmati, era ciò che contava, i documenti.

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