Lo Sputo del Rabdomante…

…Mario Croci nel 1978 era a Venezia, aveva un’agenzia immobiliare. Nel 1967 a Montaner era uno studente squattrinato, nel 1974 lasciò il paese e si trasferì a Venezia, dove aprì un’agenzia immobiliare grazie a una misteriosa eredità di un nonno emigrato nel 1924 in Argentina, che fece fortuna in quel di Cordoba come ricercatore di acqua, una specie di rabdomante. La sua fortuna fu quando un certo Aleandro Peres, un tipo alquanto bizzarro, cercava a Cordoba una fonte di acqua perché doveva costruire delle case nelle vicinanze. Quel giorno passò di lì proprio il nonno di Mario Croci, che si era messo in fila per cercare lavoro, c’erano delle voci che dicevano che a Cordoba cercavano operai nell’edilizia. Egli arrivò con una bicicletta Kalkhoff datagli in prestito dal vicino di casa, anche lui italiano ma di Bisceglie, che la vinse in un incontro di boxe sul porto di Genova poco prima di partire per l’Argentina da un mercante di tessuti di Brandeburgo.
“Il nonno si recò nel luogo, c’era una marea di gente che cercava un posto di lavoro. Il nonno di Mario Croci sputò in terra a circa un metro di distanza, sconfortato dal rifiuto di un lavoro perché arrivato tardi, in quell’istante Aleandro Peres chiese a voce alta chi, tra loro, avesse avuto l’abilità di cercare l’acqua nel terreno. La stranezza e la stravaganza di Aleandro, Peres un tipo piccolino di statura con un berretto alla scozzese di vari colori, tra cui un orribile macchia marrone proprio al centro, prese con estrema attenzione l’uomo che sputò in terra, lo chiamò e gli disse di avvicinarsi. Aleandro Peres domandò il nome a quel uomo con la bicicletta appresso, e l’uomo gli rispose: Giuseppe Croci. Aleandro Peres disse all’uomo se voleva lavorare per la sua azienda e il Croci accettò immediatamente. Peres chiamò i suoi uomini e decise proprio di scavare nel punto dove l’uomo aveva sputato, dopo circa quattro ore fu trovata dell’acqua, e ci fu un grande boato e Giuseppe Croci fu letteralmente preso a baci dal’uomo con il berretto scozzese. Il giorno dopo Giuseppe Croci diventò uno stretto collaboratore del bizzarro Peres. Aleandro Peres comprò il terreno della zona e fece costruire venticinque palazzi, nel 1957, precisamente il 25 luglio, Aleandro Peres morì di infarto in un viaggio di vacanza in Bolivia, mentre era tra le lenzuola di una prostituta del luogo. Il 26 luglio 1957, Giuseppe Croci ereditò l’intera azienda, essendo l’Aleandro Peres celibe e senza parenti prossimi avendo fatto un testamento ben cinque mesi prima della morte. Il 12 novembre 1973 Giuseppe Croci morì di malaria dopo un viaggio in Kenya, perché aveva intenzione di fare grossi investimenti immobiliari in Africa. Per questo Mario Croci ereditò l’intero patrimonio del nonno…
Tratto da il “Il Gioco degli Aram” dal capitolo “Papa Paolo VI”

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