Quella Volta a Saint Vincent (2°Parte)…

Prima di raccontarvi il piano nei minimi dettagli, partiamo dall’inizio. C’erano due sorelle, cittadine francesi, di cui una viveva a Parigi e l’altra a Ginevra ma in guerra tra loro da anni. Liti a carte bollate. Tra famiglie aristocratiche e di alto rango, credetemi c’è anche di peggio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso fu un testamento che fece scatenare l’ira di una delle due sorelle, quella che vive a Parigi, la nostra cliente. La morte del padre malato di un tumore ai polmoni si è conclusa con il poveretto che scrisse due testamenti identici o quasi. Non avendoli visti entrambi mi baso su quello che disse la cliente. Due identici testamenti, che lasciavano a entrambe tutte le vaste proprietà. Un paio di ville ottocentesche sulla Loira, una villa sull’Isola di Madeira in Portogallo, una delle isole tra le più belle del mondo. Una fattoria a Lanzarote, splendida isola di proprietà spagnola al largo della costa occidentale africana. Sinceramente non pensavo che esistesse un paradiso del genere sulla faccia della terra, dove l’acqua dell’oceano ti parla e le stelle si specchiano su quella tavola trasparente al calar del silenzio della notte, uscendo dall’oscurità di un luogo magico. Fondi d’Investimenti, alcuni conti bancari, titoli. Per un ammontare di decine e decine di zeri. Rimasi allibito quando vidi tutto questo ben di Dio. E decisi di attivare alcune indagini sul povero vecchietto, per semplice curiosità, a volte anche per imparare si diventa curiosi. Ex legionario francese di estrazione contadina, secondo queste indagini il signorino più di 40 anni fa trovò un tesoro nel sud est asiatico. Da qui nasce la mia fissa che ci sia ancora qualcosa di prezioso in quei luoghi. Torniamo alla storia, le due figlie si fecero fare entrambe un testamento, il problema che nessuna delle due poteva immaginare che l’altra ne fosse in possesso di una stessa copia, di diverso c’era solo il beneficiario. La firma in calce in basso quella del padre, in entrambi i documenti. Da quasi far venire in mente che il vecchio prima di morire ha voluto fare il burlone nel suo ultimo stadio della malattia con estrema lucidità mentale. Quindi una sorella, la parigina decise di voler far sparire il testamento della rivale. Come si dice in gergo, alla fine ne rimarrà solo uno. La signora ci aveva chiesto di intervenire per far scomparire l’altro testamento, quello della ginevrina, che si trovava ben conservato in una cassetta di sicurezza a Saint Vincent in Val D’Aosta. Era poco conveniente assaltare la banca dove c’era questa cassetta inscenando una rapina. Troppo rischioso e con diverse problematiche che potevano produrre effetti collaterali non preventivate. L’unico piano era nel tragitto che portava questo testamento a Ginevra, dove sarebbe stato aperto di fronte ad entrambi i legali delle due sorelle. Circa 180 km tra Saint Vincent e Ginevra e in un punto specifico andava fermata la vettura. La mercedes del notaio che portava il testamento da prelevare, tra Nangy e Arenthon. Spiegai il piano ai piani alti che diedero l’assenso, di procedere dando carta bianca. Fu richiamata la signora che si presentò nel mio ufficio con un cane. Azzo, lascialo fuori porca la miseria. Sembrava un cane scemo, penso che vedeva i fantasmi. Non me ne intendo di cani, sembrava uno di quelli usati per cacciare, dalle orecchie lunghe. Notavo in questo cane che si immobilizzava a vedere cose che non esistevano. Chiesi alla signora se il cane, (si chiamava Cesare) soffrisse di qualche malattia. Disse che era matto, vedeva ombre e poi mi fece vedere come riattivarlo. Appena pronunciavi la parola “Gatto” si alzava e si metteva in agitazione, e partiva all’impazzata, troppo euforico scivolando andò a sbattere contro la porta. Oh signur che ridere. Ad un certo punto provai anchio “Gatto” Lo vedevi partire come un pazzoide. Porca la miseria, in vita mia avevo visto di tutto ma non questo. Feci per la signora francese gli onori di casa, era ospite nel mio ufficio, gli aprì la scatolina delle caramelline all’anice scadute da anni, “Les Anis De Flavigny” Le tengo giusto per rifilarle ai clienti sperando in un colpo di diarrea improvviso, giusto per sperimentare. Comunque si notano le persone aristocratiche e di un certo rango. I modi, le movenze. Gli proposi alla signora lo stesso modo che uso con tutti gli altri clienti. Scrivo su di un foglio bianco la cifra richiesta per il lavoro, gli giro il foglio e glie lo piazzo dinanzi sperando che accetti. Seppe dire; “Per fottere quella puttana, gli aggiungo il 10% in più.” “Signora su via si contenga, accetto il 10% in più, lo donerò agli orfani del collegio dei Martinitt a Milano.” Dopo aver firmato il contrattino in vari punti, mancava solo stabilire il pagamento. Una prima parte prima, come acconto spese. Il resto alla consegna del testamento, ovviamente preso in prestito. A tempo a debito avrei detto alla signora dove e come consegnare il denaro in acconto. L’incontro finì con una stretta di mano e un mio piccoletto urlo “Gatto!” Giusto per vedere quel pazzo cane andare a schiantarsi sulla porta. Peccato che la signora il Cesarino me lo ha portato via, l’avrei torturato. Riunione con il mio gruppo e pianificare, avevamo tempo 9 mesi per preparare il tutto. L’incontro dal giudice delle due sorelle era per il 10 Novembre. Il testamento dalla cassetta di sicurezza per portarlo a Ginevra sarebbe partito tra il 5 e il 9 Novembre. Tra il marzo e ottobre ogni martedi e giovedi io e il mio gruppo alle 18.00 e nei mesi estivi alle 23.00 ci facevamo un’ora di nuoto all’idroscalo. Voi domanderete cosa c’entrasse farsi i bagni all’idroscalo. Tempo al tempo, capirete tutto. L’Idroscalo è il lago artificiale che esiste a Milano, accanto all’aeroporto di Linate. L’Idroscalo fu costruito nel ventennio fascista, perché Mussolini a Milano si fece una domanda “I milanesi dove diavolo vanno a farsi il bagno in una giornata di sole in piena estate?” Il mare in liguria è troppo lontano, i laghi lombardi troppi chilometri. Il milanese non può perdere tempo a farsi chilometri per fare un fottuto bagno del cazzo, deve lavorare. Ecco l’idea di creare l’Idroscalo, uno dei laghi artificiali tra i più grandi d’Europa, di quelli appunto artificiali, cioè creati dall’uomo e non dalla natura. In effetti è strano, l’uomo che crea un lago. E pensare che sarebbe utile ai giorni nostri creare laghi artificiali evitando inondazioni di città e paesi. Mi viene da ridere, al giorno d’oggi già fanno fatica a costruire i ponti e le strade, figuriamoci un lago artificiale gigantesco. In questi 90 anni circa i milanesi lo utilizzano, ci sguazzano, si fanno il bagnetto, prendono il sole, si fanno le gare di canottaggio, barche a vela, barche a motore, mancano solo le palme australiane e gli uccellini che fanno din don. Tornando alla nostra storia. L’Idroscalo fui obbligato a usarlo in quel periodo, per l’operazione a Saint Vincent. In vita mia fino ad allora mai ero andato all’idroscalo. Freddo e gelido, ogni volta uscivi come un ghiacciolo, lo svizzero si fece una bella bronchite. Che silenzio, in quel marzo delle ore 18.00. Nessuno, il tramonto in un lago desertico, acque calme, immobili, quasi addormentate. Attenzione a nuotare all’idroscalo, inganna, ci sono alcuni punti che ti risucchia. Fate attenzione gente, non fate i folli, non andate mai da soli. Poi con il passare dei mesi arrivava il caldo e si riempiva, fino a quando nei mesi estivi andavamo alle 23.00. Giunti a metà ottobre, eravamo ben collaudati. Perchè nuotare? In mezzo tra questi due paesini molto piccoli, Nargy e Arenthon, vicini a Saint Vincent c’è un fiume, Arve, che passa sotto la strada provinciale. Nella strada dove sarebbe stata bloccata la mercedes del notaio. Lì in quel punto sarebbe stata la via di fuga, dileguarsi nel nulla, scomparire come in un colpo di teatro. Senza lasciare traccia, una pia illusione di un qualcosa accaduto. Scomparsi, spinti dal fiume che scorre fino a tornare a Saint Vincent, su delle canoe, ben coperti e ben allenati, con il documento preso in prestito e ben sigillato…(continua)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.